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Giovane Mozart per una Giovane Orchestra Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Sinfonica ®
Scritto da Katia Cherubini   
Lunedì 16 Gennaio 2017 02:06

Quarto appuntamento con la grande musica al Teatro Bellini di Napoli, domenica 15 gennaio  con l’Orchestra Giovanile Napolinova, fondata nel 2014 da Alfredo de Pascale, presidente dell’omonima Associazione, impegnata in un progetto che valorizzando la musica classica ed offrendo un’alternativa altrettanto valida, se pur con un gruppo composto da giovani elementi dai 14 ai 28 anni, alla stagione sinfonica del San Carlo, evidenzia come i ragazzi dell’orchestra, allo scopo di costruire la propria esperienza artistica, investono su se stessi e sul loro talento.
Il programma monografico, dedicato al giovane Mozart,con due capolavori del genio salisburghese, il Concerto per violino ed orchestra K. 219e laSinfonia n. 29 K. 201,
ha visto, come solista, la giovane e brava Federica Tranzillo, allieva del maestro Salvatore Accardo e del maestro Felice Cusano, cui ha dedicato, al termine della sua esecuzione, il Capriccio n. 15 di Paganini, con cui non ha fatto altro che confermare la sua bravura. Sul podio, il maestro Francesco D’Ovidio, che ha conseguito i diplomi di pianoforte, composizione, musica corale e direzione d’orchestra a Napoli, sua città natale.
Nella produzione di Mozart il violino ha sempre occupato un posto importante, anche se non principale come, per esempio, è stato il pianoforte. Egli, infatti, oltre ad essere un virtuoso di pianoforte era anche un buon violinista, basti pensare che il padre, Leopold, violinista e compositore, e’ ancora oggi ricordato per il suo celebre trattato di tecnica violinistica.
Il Concerto K219, ultimo del gruppo dei cinque concerti per violino e orchestra, composti tutti nel 1775, quando il compositore aveva diciannove anni e prestava servizio presso la corte arcivescovile di Salisburgo, presenta una scrittura violinistica matura, caratterizzata da un evidente dialogo tra solista e orchestra e una notevole inventiva musicale.
Non è conosciuta la circostanza e l’occasione della composizione, probabilmente il Concerto era stato composto per uso personale, quasi come se Mozart avesse voluto esplorare nuove possibilità formali all’interno della forma del concerto classico. Interessante l’uso della forma Rondò che Mozart usa nel finale di questo concerto, inserendo una sezione dilatata, stilisticamente diversa dalle altre, basata su elementi “alla turca”, abitudine, questa, diffusasi in Austria alla fine del XVIII secolo, che ha poco a che vedere con la reale musica orientale, trattandosi invece di una semplice impressione di sonorità esotica creata con effetti di percussione ottenuti dall’orchestra con l’ effetto “col legno battuto” degli archi. Un concerto che sembra seguire gli aspetti controversi del carattere del giovane Mozart, passando dalla soavità dell’Introduzione all’estro del Rondò finale. L’ opera è pervasa da un brio che non limita l’ espressività del violino solista, che acquista così il giusto rilievo nel rendere nella maniera più chiara ed espressiva la grande quantità di spunti musicali (il concerto dei tanti “unicum”), senza scadere in “distruttive” esternazioni virtuosistiche.
La Sinfonia in la maggiore K. 201 rappresenta una delle punte più alte nella produzione sinfonica del maestro salisburghese.

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Seguendo la stella e cantando in coro Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Cameristica ®
Scritto da Katia Cherubini   
Domenica 08 Gennaio 2017 07:08

 

Due grandi cori per una serata dedicata alla coralità. Si è infatti svolto nella gelida serata di sabato 7 gennaio 2017,  nella Chiesa di San Domenico a Barra (Napoli), il concerto dell’ Epifania “Seguendo la stella”. Un concerto che ha invitato alla riflessione sul significato profondo della Natività, intesa come momento di ‘rinascita’ per tutti noi, come capacità di sapersi donare agli altri e, non ultimo, per dire bene arrivato al nuovo anno. La serata ha avuto come protagoniste due prestigiose compagini vocali, napoletane e abruzzesi di nascita, ma note anche nel resto d’Italia e d’Europa: ad aprire la kermesse la Corale Polifonica Monte Arezzo di Capistrello (AQ) , diretta, dal 2009, dal M° Massimo Isidori che, oltre che fondatore di una Scuola di Musica ad Avezzano, ha debuttato come autore di musica leggera con la canzone “Musica e Anima”, partecipando a numerosi Festival e Concorsi a livello nazionale; dal 2011 direttore, inoltre, di un’orchestra di fiati composta da circa 27 elementi, della città di Castelnuovo. Ad oggi ha all’attivo 111 concerti in Italia e all’estero. A seguire, la Corale Polifonica DominiCantus, diretta, dal 2011, dal M° Vincenza D’Ambrosio, diplomata in pianoforte, ha conseguito il Diploma Accademico di II livello in musica da Camera presso il Conservatorio di musica “San Pietro a Majella”, sotto la guida del M° Valeria Lambiase.
Ha studiato Direzione Corale con il M° Carmine Ferrajoli e segue ininterrottamente corsi di perfezionamento in musica corale, oltre che corsi di Musicoterapia. Nel 2013 ha fondato il coro di voci bianche “White voices”, da cui proviene la voce solista della giovanissima Roberta De Micco, che ha sostenuto la formazione vocale e si è espressa in tutta la sua bravura nell’interpretazione dell’ultimo brano della serata We Three Kings of Orient Are, richiesto a gran voce anche come bis. .
Le due Corali, gemellate ormai da diversi anni, hanno al loro attivo numerosissimi concerti e una varietà di programmi con cui hanno sempre dato prova di esecuzioni di buon livello tecnico, di adeguate proprietà stilistiche, accompagnate da vivaci interpretazioni e attenta cura del fraseggio e dell'espressione dinamica. Il programma proposto al pubblico ha contemplato una serie di brani sacri e di composizioni ispirate alla tradizione religiosa natalizia e canti appartenenti alla tradizione napoletana, riscuotendo un notevole consenso in termini di applausi.
La prima parte del concerto ha visto protagonista la Corale Polifonica Monte Arezzo nell’esecuzione di Astro del ciel, eseguito per la prima volta da Franz Xaver Gruber e Joseph Mohr nella chiesa di S. Nikolaus  a Oberndorf, vicino Salisburgo, durante la Messa di Natale del 1818; Jingle bells, in una rielaborazione e armonizzazione di Gianni Malatesta; White Christmas, scritta da Irving Berlin; O bone Jesu, mottetto attribuito a Giovanni Pierluigi da Palestrina; Halleluja, di Leonard Cohen; Ave Maria, scritta dal fiammingo Jacques Arcadelt e la Vita è bella, colonna sonora dell’omonimo film di Benigni.
L’accompagnamento al pianoforte è stato a cura del M° Veronica Giffi.

Altre celebri canzoni natalizie hanno animato la seconda parte del concerto, affidata alla Corale DominiCantus: Adeste fideles, di Anonimo; Il est né le divin enfant, con arrangiamento di K. Suttner; Angels we have heard on high, versione inglese del canto natalizio Les anges dans nos campagnes; The first Noel, per sole voci femminili; Joy to the world, la cui melodia è basata sul “Messia” del compositore tedesco Georg Friedrich Händel ; Deck the all, allegra canzone natalizia, pubblicata per la prima volta in Inghilterra ma celebre ormai in tutto il mondo soprattutto per il ricorrente fa la la la la, la la la la (derivato forse da un originario suono d' arpa del ritornello); Carol of the bells, la cui principale caratteristica del canto è il risuonare “ostinato” delle campane che lo accompagnano fino alla fine. Nascette lu messia e Quanne nascette ninno hanno completamente “riscaldato” il pubblico nella seconda parte, per poi chiudere insieme la serata con il brano di John Henry Hopkins, We Three Kings of Orient Are, animato da una sorta di drammatizzazione muta della Natività, con l’arrivo dei Re Magi. .
Degna conclusione delle festività natalizie, il concerto ha presentato, attraverso i contenuti proposti, momenti che, superando la performance musicale, hanno invitato al vero significato dell’Epifania, manifestazione del Signore e festa della chiamata degli uomini alla Fede e alla visione di Dio.
Questo concerto ha voluto festeggiare, inoltre, la riconferma di una condivisione: da sempre la Corale DominiCantus ha perseguito gli ideali della condivisione e della collaborazione con altre realtà musicali, analoghe e non. E proprio in questo godibilissimo concerto, i due cori hanno fornito il loro splendido apporto in un clima disteso senza mai risparmiarsi e trasferendo intense emozioni al pubblico presente che, attento ed entusiasta, ha supportato con calorosi applausi le performance musicali, in particolare la Corale Polifonica DominiCantus, ancora una volta non ha mancato di trasmettere la passione per la musica ed il gusto di cantare e di stare insieme in un cammino di ricerca e di sperimentazione sulla “coralità”, prediligendo un repertorio polifonico “a cappella”, in linea con il desiderio di cimentarsi in sfide esecutive attraverso il canto, anche affrontando un repertorio cosi tradizionale come quello proposto.

 

Katia Cherubini

Foto di Francesco Graziuso

 
Ria Rosa regina degli emigrati e nonna delle femministe al Nuovo Teatro Sanità Stampa E-mail
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Scritto da Emma Amarilli Ascoli   
Giovedì 05 Gennaio 2017 18:15

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Al Nuovo Teatro Sanità va in scena un omaggio ad una dimenticata cantante napoletana dei primi del ‘900, che ha portato la canzone napoletana negli Stati Uniti, donna femminista e antifascista: Ria Rosa. Ria Rosa è il nome d'arte di Rosaria Liberti (1899-1988), nata a Napoli nel quartiere di Montecalvario sul finire del secolo uno dei cosiddetti “ragazzi del ‘99, esordì a sedici anni come “sciantosa” alla Sala Umberto di Napoli, e successivamente date le sue capacità interpretative vocali soprattutto teatrali fu contesa tra gli impresari dell’epoca e fu una delle più celebri voci di Piedigrotta. Contemporanea di cantanti come Lina Cavalieri, Anna Fougez e soprattutto Gilda Mignonette, si è sempre distinta da loro per il suo spirito anticonvenzionale.
La compagnia ‘A luna e ‘o sole presenta  il 6 e 7 gennaio 2017 (ore 21.00) e l'8 (alle 18.00) Ria Rosa - Il viaggio, con Antonella Romano e Rino De Masco, pianoforte e direzione musicale Giosi Cincotti, installazioni di Antonella Romano e i costumi di Alessandra Gaudioso, con la regia Rosario Sparno.
Un omaggio ad una interprete e ambasciatrice della canzone napoletana oltreoceano proclamata Cantante degli Emigranti. Infatti Ria Rosa nel 1922 sbarca a New York con la compagnia di Nicola Maldacea e il grande successo di pubblico la convince a fondare una sua Compagnia, restando quasi ininterrottamente negli Stati Uniti dove emigra ufficialmente nel 1933. Questa sua decisione fu forse dettata anche dalle sue idee antifasciste.
Una donna dal carattere deciso nell’espressione delle sue idee sia sociali che politiche, che ha usava l’arte per divulgare il proprio pensiero. Donna che si è dedicata alla rappresentazione di particolarissime sceneggiate, quali E' Pentite, storia e sorte delle ragazze madri napoletane, o ha suscitato scalpore travestendosi da Guappo per cantare canzoni al maschile come Guapparia, o ha sfidato le autorità americane nel 1927, denunciando con Mamma Sfortunata (primo titolo "A' Seggia Elettrica") l'errore giudiziario per la condanna a morte di Sacco e Vanzetti, subendo minacce e rischiando l'espulsione dagli States.

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Vacanze romane per brindare al nuovo anno Stampa E-mail
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Scritto da Francesco D' Agostino   
Venerdì 06 Gennaio 2017 18:35

 

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Uno spettacolo brioso e pieno di bollicine, come un brut servito fresco, è un buon modo per cominciare l'anno nuovo e la stagione di prosa.
Al Teatro Verdi di Salerno dal 5 gennaio 2017 è di scena Vacanze romane, una versione musical teatrale del raffinato e mitico film di William Wyler del 1953 che vide protagonisti Audrey Hepburn e Gregory Peck, le cui parti sono reinterpretate da Serena Autieri e Attilio Fontana.
Una trama che ruota tra il romantico ed il fiabesco, amore ed amicizia, etica professionale e proprio tornaconto, in cui la giovanissima principessa Anna approda in visita a Roma ed insofferente al soffocante protocollo di corte, decide di “evadere” e di girare per la capitale come una ragazza qualsiasi. Incontrerà un giornalista locale Gianni in cerca del famoso scoop, che la riconosce e ... non vi sveliamo niente altro, anche perché il seguito è arcinoto.
La prima edizione italiana del musical di Paul Blake è del 2003 curata da Pietro Garinei, qui il racconto scenico diretto da Luigi Russo ha ritmo e verve con i bellissimi costumi della Maison Sarli e della Sartoria Condotti, e gli altri firmati da Silvia Frattolillo (come nella prima edizione) inseriti perfettamente nel clima della Roma anni Cinquanta; le musiche di Cole Porter e di Armando Trovajoli (l'adattamento dei testi canzoni Cole Porter è di Vincenzo Incenzo) e le coreografie corali di Bill Goodson che dispone di un nutrito corpo di ballo.

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Nuovo Anno e Nuova Scarlatti Stampa E-mail
Oltrecultura: Recensioni Musica © - Sinfonica ®
Scritto da Katia Cherubini   
Lunedì 02 Gennaio 2017 20:19

Iniziare l'anno con la musica è diventato un piacevole e perciò irrinunciabile rituale.
Il Teatro Mediterraneo di Napoli ha ospitato il tradizionale Concerto di Capodanno la sera del 1° gennaio 2017, inserito tra gli eventi di punta del "Natale a Napoli – 'E pazzielle", rassegna promossa dall' Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.
Un evento divenuto ormai tradizione, particolarmente apprezzato e fortemente partecipato da un folto e vario pubblico, grazie, anche, ad un repertorio adatto a tutti i gusti musicali.
Il direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti, il maestro Gaetano Russo, sale sul palco per dare il benvenuto agli spettatori in sala, augurare buon anno e ricordare che sono ormai 22 anni che, con un impegno continuo e intenso, la Nuova Orchestra Scarlatti saluta il nuovo anno con la grande musica, offrendo non solo al pubblico partenopeo ma anche ai tantissimi turisti presenti in città, un evento di qualità, unitamente a un messaggio di serenità e speranza, per un 2017 carico di energia, forza di volontà, ritmo e passione, in un mondo ed in una società sempre più segnati da divisioni ed incomunicabilità.
Tanta voglia di festeggiare insieme in musica il nuovo anno, ribadisce il direttore artistico, unendo le forze dell'Orchestra Young , formata da musicisti dai diciotto ai trent'anni e l'Orchestra Junior, formata da oltre cento ragazzi fra gli undici e i diciotto anni, alcuni dei quali presenti sul palco per l'occasione, uniti dal piacere di condividere e fare cultura, di divertire il pubblico, anche con trovate scherzose, di far conoscere opere meno note (ma non per questo meno apprezzabili), sempre riaffermando con orgoglio le radici partenopee, valorizzandone la tradizione musicale e culturale.
Sul podio un frizzante direttore d'orchestra, il maestro Beatrice Venezi, classe 1990, recentemente nominata Assistant Conductor dell'Orchestra di Stato armena, la cui "mise" non avrebbe potuto essere più in tono con l'atmosfera di un Capodanno in sala da concerto, che ha diretto con piglio deciso e brillante la Nuova Orchestra Scarlatti, che ha visto anche la presenza di un solista di assoluto valore come Gennaro Cardaropoli, violinista classe 1997, vincitore del Premio Abbado 2015 quale migliore giovane violinista italiano, e primo premio al concorso "Arthur Grumiaux".

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