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Il Trio Pragma porta la grande cameristica alla Domus Ars Stampa E-mail
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Scritto da Emma Amarilli Ascoli   
Domenica 26 Febbraio 2017 13:36

 

Proseguono gli appuntamenti del Festival organizzato dall'Associazione Musica Libera che, una domenica al mese, da ottobre a maggio, rallegra le mattine nel centro storico di Napoli.
Gli eventi si tengono presso la Domus Ars  in Via Santa Chiara, alle spalle del Conservatorio San Pietro a Majella. e spaziano dalla musica antica, alla contemporanea, da artisti in carriera a giovani emergenti, come tiene a precisare il Presidente dell'Associazione Lucio De Feo.
Domenica 26 febbraio  ad esibirsi è stato il Trio Pragma, nato nel 2013 dall'incontro di Federica Severini (Violino), Giovanni Sanarico (violoncello) e Gennaro Musella (pianoforte). I tre giovani musicisti hanno seguito i corsi del maestro Alberto Maria Ruta (Quartetto Savinio), del M° Francesco Pepicelli (Trio Metamorphosis), del Trio di Parma ed attualmente studiano sotto la guida del  maestro Carlo Fabiano presso L'Accademia Nazionale di S. Cecilia  in Roma.
Il Trio Pragma nel breve periodo di attività ha già riscosso successi esibendosi in importanti rassegne, come il Mantova Chamber Music Festival, e vincendo diversi Concorsi internazionali quali il Concorso Europeo "Jacopo Napoli", il Concorso di Esecuzione Musicale "Città di Magliano Sabina" e il Concorso Internazionale per complessi da Camera "Massimiliano Antonelli".
Il Trio Pragma ha proposto un programma che dal classicismo  di Beethoven giunge all'avanguardia nazionaliste di Sostakovic passando per il postromanticismo cosmopolita di Rachmaninoff.

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OGM: Ortaggi Gioiosamente Mozartiani Stampa E-mail
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Scritto da Katia Cherubini   
Lunedì 20 Febbraio 2017 23:32

Le mucche del Wisconsin non potevano sbagliarsi. Esse producevano più latte ascoltando Mozart.
Una spiegazione potrebbe essere data dal fatto che la musica Mozartiana possiede un “rumore rosa”, ad alta frequenza, capace di rigenerare e rilassare gli esseri viventi, come anche riportato dal titolo del libro di Peppe Vessicchio, “La musica fa crescere i pomodori. Il suono, le piante e Mozart: la mia vita in ascolto dell’armonia naturale” (edito da Rizzoli), presentato dal grande protagonista della musica italiana, il 19 febbraio 2017 alla Feltrinelli di Napoli, in compagnia dei giornalisti Francesco Durante e Francesco Raiola.
Il nostro caro
Mozart, come compositore, non aveva sicuramente coscienza dei prodigiosi effetti terapeutici della sua musica, che riempie il cervello e il cuore, è insieme irresistibile, cantabile, con una brillantezza del fraseggio e una generosità delle idee melodiche che risultano immediatamente fruibili e spontanee.
Uno stile “galante” ma non di maniera, che scava doviziosamente dentro quei contrasti armonici, quelle fiammate di entusiasmo e vitalità che rendono Mozart, più di altri, capace di “curare” o, nel caso specifico, di “far crescere” più vigorose e più velocemente le coltivazioni, non solo di pomodori, ma anche di zucchine, banane e viti.
Ma ridurre l’ effetto Mozart a un fattore puramente acustico è piuttosto limitativo e non spiega l’importanza del fenomeno: lo stimolo consiste nella varietà e nell' alternarsi di vari livelli sonori nella costruzione musicale che , pur non essendo di apparente complessità, vede riuniti, in perfetta armonia, bellezza melodica, arditezza di struttura armonica ed equilibrio nei movimenti, dando vita ad una “
fusione ideale del dettato lineare-contrappuntistico con la chiarezza della costruzione omofono-verticale”.
Il libro, frutto delle tante conversazioni tra il maestro Vessicchio e
il giornalista Angelo Carotenuto, è un saggio pop autobiografico, profondo e divertente sul talento, sulla passione della musica e la capacità di trasferirla, sulla cura e sugli effetti straordinari dell’armonia nelle nostre vite. La musica arriva, contemporaneamente e senza alcuna mediazione, allo spirito, ai sensi e al corpo. Essa contiene in sé il ritmo, capace di sollecitare emozioni arcaiche e la melodia, che stimola una maggiore sensibilità e una più autentica dimensione introspettiva.
Il libro è stato presentato quasi come un insieme di appunti di un intenso viaggio, la vita del musicista, una storia vissuta in prima persona e raccontata man mano che i luoghi, le persone e le circostanze andavano sviluppandosi sempre più.
Coinvolgente, affascinante e, a tratti, comico, si è rivelato il racconto di Vessicchio, farcito di “scoperte” interessanti: «
Il titolo viene da un esperimento che sto facendo in collaborazione con degli istituti di ricerca scientifica. Dopo 2 anni di esperimenti quest’anno abbiamo 10 aziende agricole in Salento che ci seguono. Abbiamo colture di pomodori, fragole e zucchine che crescono con acqua, sole, musica e frequenze al suolo. Gli esperimenti che ho condotto a casa mia dimostrano che con Mozart la pianta mostra segnali. E, con mio massimo dispiacere visto che l’ho studiato a fondo, ho notato che Beethoven non funziona. La musica che ha un influsso sulla crescita delle piante è un tipo di polifonia non identificabile con un periodo storico, uno strumento o una corrente».
Così spiega la “barba” più famosa del Festival di Sanremo: a
nche se le piante non possono percepire la musica attraverso gli organi di senso come gli animali, è possibile che “sentano” le onde sonore a livello cellulare.

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La vera storia di Lia uccisa per onore Stampa E-mail
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Scritto da Marisa Paladino   
Venerdì 24 Febbraio 2017 00:41

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Franco Bruno distribuisce tra il pubblico il decalogo del 'perfetto mafioso', fogliettini di carta come fossero pizzini, invitando spettatori a caso a leggere ad alta voce i comandamenti che le cosche mafiose impongono ad affiliati e loro famiglie.
Veri e propri pugni che affondano nella coscienza civica dei presenti queste leggi parallele, che odorano di morte e prepotenza. Sono storie che fanno ancora paura ai mafiosi è l'opera-denuncia scritta e interpretata proprio da chi distribuisce i 'pizzini', come fosse un occasione da non perdere, andando oltre il teatro, dritto al cuore di una realtà radicata nella Sicilia.
Teatroltre, l'unica compagnia siciliana selezionata per il Festival 'Teatro XS' Città di Salerno,  ha deciso di continuare a raccontare di storie che fanno ancora paura ai mafiosi. Il protagonista è un padre mafioso che in un ininterrotto fluire di coscienza tratteggia il temperamento ribelle della figlia, alternandolo a spezzoni di realtà, anche accenni di tango in sala, con spettatrici che non si negano, per dirci quanto la verità sia 'ballerina' in questa vicenda. Il perchè di queste performance, a luci accese in sala, forse anche un modo per allentare la tensione. Crediamo però interrompano il ritmo scenico e la narrazione-denuncia che possiede, anche per l'ottima interpretazione del protagonista, un'intensità ed una taratura consona alla drammaticità dei fatti, oltre che dell'ipotizzabile dramma interiore del padre.
L'omicidio di mafia successo a Palermo il 23 settembre 1983, in un tentativo di falsa rapina, vede coivolta Lia, giovane madre figlia di Antonino Pipitone, boss dell'Acquasanta, vicino ai corleonesi di Totò Riina. Il convincente realismo e l'atmosfera in scena, dove crescono gli interrogativi, ci partecipa della vergogna di questo padre, in quella fetta di Sicilia dove una regola ferrea impone che “Chi ha un comportamento pessimo e non tiene ai valori morali” non può fare parte dell''onorata società' e la vergogna deve essere punita.

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Omaggio a due geni di Ingo Metzmacher Stampa E-mail
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Scritto da Francesco D' Agostino   
Venerdì 24 Febbraio 2017 18:09

 

Al suo esordio sul podio del Teatro Manzoni, alla guida dell'Orchestra del Comunale di Bologna, Ingo Metzmacher ha scelto due brani ciascuno per due autori geniali che non hanno bisogno di essere presentati: Igor' F. Stravinskij e W. Amadeus Mozart.
Il direttore tedesco è uno dei più apprezzati interpreti di oggi, un artista dalla grande personalità, già protagonista con orchestre come i Berliner e i Wiener Philharmoniker al Festival di Salisburgo, considerato uno specialista della musica novecentesca e contemporanea. 
Il concerto, seguito da un pubblico numeroso, articolato in due momenti, comincia con la breve partitura di Circus Polka per fiati e percussioni del 1942, composta “per un giovane elefante” liberamente ispirata alla musica bandistica, appartenente al gruppo delle prime composizioni stravinskijane del periodo americano.
Lo spunto fu del coreografo George Balanchine e una commissione del famoso circo americano Barnum and Bailey che richiese a Strawinsky un breve pezzo per un balletto di elefanti, uno dei quali doveva trasportare Vera Zorina.
Nel gioco sonoro l'organico orchestrale comprende, oltre agli archi, le corpose sonorità degli ottoni e nel finale riecheggia ironicamente la Marcia militare schubertiana.
Dopo questa chicca, tutta ammiccamenti a vari stili musicali, tocca alla
Sinfonia n. 39 in Mi bemolle maggiore K. 543, ideata di getto nel 1788 da Mozart, la prima della triade conclusiva (denominata il canto del cigno) della produzione sinfonica che corona la sua immensa produzione strumentale. Nell'organico la composizione presenta una particolarità rilevante: non sono presenti gli oboi, sostituiti da due clarinetti, strumenti nuovi e ancora rari nelle orchestre sinfoniche e rappresenta uno dei primi esempi di orchestrazione moderna, per l'esplorazione delle risorse d'ogni strumento e delle diverse combinazioni di timbri. Ai clarinetti è dato notevole risalto fin dall'Adagio iniziale: quest'introduzione lenta, rara in Mozart, inizia con imperiosi e solenni accordi, che forse occultano probabili riferimenti massonici, perché la tonalità di Mi bemolle maggiore, e accordi simili a colpi vigorosi caratterizzeranno anche l'Ouverture del Flauto magico, del 1791, in cui la simbologia massonica è indubitabile.

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L'OSSCA ritorna con cinque concerti Stampa E-mail
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Scritto da Dadadago   
Giovedì 23 Febbraio 2017 17:27

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Sono tutti giovani musicisti quelli che compongono l’Orchestra Sinfonica di Salerno Claudio Abbado, nata appena due anni fa ma che ha già svolto molti concerti in ambito nazionale raccogliendo fruttuosi successi e la nuova stagione patrocinata dal Comune di Salerno presentata mercoledì 22 febbraio 2017 ne annuncia altri. Ideata, voluta, sostenuta da Giovanni Di Lisa, mecenate appassionato di musica, nell'intento di avvicinare quante più persone possibili al repertorio operistico e sinfonico, è affidata alla direzione di un musicista dal ricco curriculum poco più che trentenne, Ivan Antonio, laureato con lode in Musica applicata ai contesti multimediali ed in Composizione presso il Conservatorio salernitano “Giuseppe Martucci”. Insieme al segretario artistico, il M° Fabio Marone (laureato in Fagotto con il massimo dei voti al Conservatorio Martucci) ed Ermanno Guerra (presidente Commissione Cultura del Comune di Salerno) hanno illustrato le cinque date previste al Teatro Augusteo. Il concerto inaugurale è fissato il 10 marzo alle ore 21 e in quell'occasione sul podio salirà il M° Georgios Balatsinos per ”#Ardentevoluttà”, titolo che fa da traccia per la scaletta: Peer Gynt suite n. 1 op. 48 di Grieg; Romeo e Giulietta Ouverture fantastica di Tchaikovsky; la Carmen suite n. 1 e l'Arlesienne suite n. 2. Il secondo appuntamento è per il 19 maggio quando l’Orchestra sarà protagonista con la direzione affidata ad Ivan Antonio di un omaggio sinfonico a Pino Daniele “#Terramia”, curato da Sergio Mari e da Fabio Marone mentre le musiche del cantautore sono state elaborate per orchestra da Domenico Falco. Ai giovani talenti della composizione e del violino è dedicato il Premio OSSCA 2017, terzo impegno della stagione che si terrà il 22 settembre. Per l'occasione la bacchetta direttoriale sarà impugnata dal M° Nicola Hansalick Samale. Le musiche di Gershwin e Bernestein saranno protagoniste della serata “#Broadway” del 27 ottobre, in cui la compagine strumentale si unirà alle voci del Coro Lab, dirette dal M° Katia Moscato. “#Dentrolanima” è l'ultimo spettacolo del 15 dicembre che vedrà gli strumentisti diretti da Ivan Antonio accompagnare al violino Alessandro Di Giacomo, giovanissimo e promettente solista. Tutti i concerti hanno inizio alle ore 21.

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