Legalità e Musica alla Solimena

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Legalità e musica, binomio vincente alla Scuola Secondaria Statale di 1° grado “ F. Solimena” di Napoli, il 30 maggio 2017, con la manifestazione “Coltivando la Legalità”, degna conclusione di un lungo percorso attivato nell’anno scolastico 2016/17, nell’ambito dell’omonimo progetto, durante il quale gli studenti hanno vissuto esperienze intense e significative, sintetizzate in una serie di slides, presentate in apertura della manifestazione, che hanno confermato una volta di più la volontà e l’impegno incessante della Dirigente Scolastica, Prof.ssa Monica Marasco, dei tanti docenti, ma, soprattutto, dei tanti alunni desiderosi di vivere nuove esperienze e veicolare la cultura della legalità tra i loro coetanei. E la mattina del 30 lo hanno fatto con la musica, con la loro Orchestra, microcosmo della società (coordinata dai proff. Accarino, Pennone, Carnevale e Sannolo), le loro voci e i loro suoni che si sono magicamente intrecciati alle voci di un’ospite di eccezione, il Coro giovanile del San Carlo, diretto dal maestro Carlo Morelli, alla presenza di ospiti di eguale calibro e che, attraverso i loro interventi, hanno dato un importante contributo alla manifestazione: il vicedirettore dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, il dott. Perrella, il generale Vittiglio della Caserma Cavalleri divisione Acqui di San Giorgio a Cremano, l’Assessore alle politiche giovanili Clemente, la dott.ssa Capasso dell’Associazione Libera contro le mafie, Gino Napolitano, Presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso, associazione molto attiva sul territorio di Barra.
La mattinata è stata animata da vitalità ed entusiasmo, ma non sono mancati momenti di profonda commozione, con il cuore che batteva più forte, come ha detto anche la Clemente durante il suo incisivo intervento che ha amplificato il valore sociale della manifestazione, riuscendo, con sicura consapevolezza, a infondere fervore e grinta, nel pieno rispetto dell’impegno che si è assunta fin da giovanissima, di rappresentare, complice la sua triste storia familiare, le coscienze di uomini e donne che vivono il proprio tempo, senza rassegnazione, al servizio dei diritti umani, della pace, della solidarietà, in una costante testimonianza di impegno alla “cittadinanza attiva”.
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La Legalità sicuramente non è il solo rispetto delle regole – così ha esordito il dott. Perrella – le regole nascono per condividere una comune condotta, altrimenti ognuno va per la propria strada , come schegge impazzite…. la legalità è nostra, è la moralità, il senso civico di cui ci nutriamo ed è essenzialmente il rispetto per chi ci sta accanto….»
E la Solimena ha offerto e continuerà ad offrire ai suoi ragazzi la preziosa opportunità di un percorso educativo-didattico finalizzato sì alla conoscenza, al rispetto delle regole e delle leggi, ma anche e soprattutto alla partecipazione attiva e costruttiva all’interno di un contesto sociale, affinchè essi maturino un positivo senso di appartenenza alla propria comunità.
La “persona” alunno e il valore positivo delle regole diventano, quindi,protagonisti nell’azione educativa insieme con la musica, il più popolare e universale dei linguaggi, con cui si veicolano messaggi profondi, cantando desideri di giustizia, per scuotere dall’indifferenza, dall’apatia e dalla rassegnazione. «La mafia uccide, il silenzio pure», diceva Peppino Impastato dai microfoni della sua radio, ed ecco che musica e canto si son levati a gran voce dall’Auditorium della Solimena per raggiungere quell’ideale di spiritualità fecondo di implicazioni umane di fraternità e tolleranza.
Il folto pubblico, caloroso ed entusiasta, ha apprezzato ed acclamato i giovani artisti impegnati nella realizzazione dell’evento, rimanendo affascinato dall’energia di ragazzi pieno di talento e dalle voci di grande impatto che si sono espresse, oltre che attraverso intramontabili melodie classiche napoletane, magistralmente eseguite, anche attraverso brani che hanno incontrato il pop, il rap e il rock, in un intreccio di generi musicali che si sono uniti al fine di esprimere, attraverso la musica, l’ obiettivo primario di risvegliare le coscienze, favorire conoscenza e comunicazione, annullando le barriere che il linguaggio verbale impone: la musica è, infatti, il luogo privilegiato di innovazione, di ricerca e di sperimentazione. Meraviglioso esempio il rap scritto, musicato e presentato dai ragazzi della 3 F, guidati dalle docenti Viscardi e Romano, e il relativo accompagnamento strumentale dell’Orchestra dei ragazzi della Solimena, con l’arrangiamento del prof. Accarino, in cui si è ricordata a gran voce e con il dolore nel cuore la storia delle vittime innocenti delle mafie. Ogni brano proposto ha rappresentato il capitolo di una storia, la sfaccettatura di un prisma, una miscellanea sonora dal profondo potere di evocare momenti sonori e memorie collettive diverse: “O sole mio”, “l’Inno alla gioia”, “O Surdat ‘nammurat”, “I cento passi”, “Fratelli d’Italia”, hanno dato vita ad uno spettacolo di grande impatto emotivo, in una splendida combinazione sonora dalla forte ritmicità e dal suono ipnotico nell’avvolgente flusso della musica. E proprio attraverso essa è possibile prendere coscienza della propria identità e di provare il piacere di sentirsi uguali agli altri, insieme agli altri, ma, soprattutto, nel rispetto degli altri, in un’ottica di valori condivisi quali la passione e la disciplina, parole chiave che, da sempre, il maestro Carlo Morelli, estroso, brillante e dinamico direttore, ha valorizzato con il suo modus operandi per dare alla musica valenza etica, trasformandola da mero intrattenimento a veicolo per il riscatto sociale di tanti giovani che da semplici fruitori, sono diventati veri e propri protagonisti. I “Sancarlini” sono divenuti, in breve tempo un elemento chiave della cultura partenopea, un’armoniosa scuola di convivenza, di cooperazione e di professionalità. Essi, con il loro impegno costante e quotidiano, rappresentano, attualmente, la “certezza della musica, della creatività, della cultura della citta’ di Napoli”, accomunati dall’ innata passione per la musica, che sempre più spesso diventa sinonimo di amore, e dal desiderio di diffonderla come slancio verso il riscatto sociale.
D’altra parte, lo stesso Carlo Morelli ha ribadito quanto la musica dovrebbe essere centrale nell’educazione dell’uomo, in quanto essa ha un potere straordinario, quello di cambiare le persone. Inoltre essa «non può assolvere solo ad una funzione edonistico-ricreativa, ma deve recuperare il suo significato etico-conoscitivo per poter divenire l’antidoto contro le violenze e contro le mafie. Napoli è una meravigliosa città d’arte e di musica ma spesso viene sbiadita da fatti efferati di camorra. Solo attraverso una “militarizzazione” musicale e culturale, la città potrà tornare a  risplendere: “ Armiamo le mani dei nostri ragazzi di strumenti musicali e non di armi».
Lo spettacolo si è concluso confermando un evento di alto livello, non solo per la bravura degli interpreti e per la particolarità dei brani eseguiti, ma anche e soprattutto per l’altissimo valore sociale che ha fatto da sfondo alla manifestazione, che, sicuramente, non è stata e non rimarrà solo un momento simbolico, ma un modo per rinnovare “l’impegno” a non alimentare l’indifferenza, la paura e l’egoismo, i segreti e gli inganni.
«Tutti devono avere il coraggio delle proprie azioni».
Alla scuola il compito di continuare a promuovere la strada della legalità in sinergia con enti, associazioni, forze dell’ordine e la parte sana della società.
E ai docenti della Solimena piace fare scuola così. 

Katia Cherubini

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