Chille de la balanza alla Galleria Toledo con Lettera ad una professoressa

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Il tema della relazione educativa, dello sfondo integratore, della costruzione di significati e di cultura è fondamento dell’edificazione dell’identità dell’individuo in continuo divenire.
Sono argomenti che hanno attraversato e continuano ad attraversare trasversalmente l’educazione e il mondo della scuola con particole interesse dal dopoguerra ad oggi.

Proprio la formazione della persona è stata al centro dell’operato di Don Lorenzo Milani, che ha intessuto uno stretto legame con la realtà antropo-sociale  nel deciso impegno di affrancamento da uno schema educativo e formativo classista.
Quello del priore di Barbiana è un fenomeno che benché unico  e isolato in Italia ha un contesto di riferimento pedagogico nel gruppo della Gischel con la pubblicazione delle Dieci Tesi, o alla riforma progressiva del ciclo di istruzione sino alla odierna  Legge 107.
Purtroppo intercorre una distanza tra la pratica e la teoria, e oggi nel contesto scuola appaiono non attuali, ma ancora rivoluzionarie  le riflessioni proposte da Don Milani  decenni or sono e sintetizzate dai suoi allievi nel testo collettivo Lettera ad una professoressa.
A Napoli nel corso della Settimana Don Milani realizzata in collaborazione con Galleria Toledo e Comune di Napoli la compagnia Chille de la balanza ripropongono lo spettacolo liberamente ispirato al testo Lettera a una professoressa in scena presso la Galleria Toledo dal 25 al 27 ottobre 2017.
La storica compagnia nata a Napoli negli anni ’70 e poi trasferita a Firenze con sede
nell’ex manicomio di San Salvi, propone uno spettacolo/riflessione su un tema così attuale sempre come l’educazione delle giovani generazioni.

In scena Claudio Ascoli, che ne ha curato anche la regia, coadiuvato da Sissi Abbondanza e Monica Fabbri.
Uno spettacolo in divenire come sottolinea Claudio Ascoli perché costruito sulle tecniche fondamentali del priore di Barbiana come se fosse la stesura di un testo collettivo, nella quale il pubblico diviene parte attiva.
La rappresentazione  celebra il cinquantesimo della morte di Don Milani, debuttata a  Vicchio (FI) ed costruita non solo sul testo ma raccogliendo le testimonianze dei “ragazzi del priore” e per questo motivo vi sono “oltre nove ore di spettacolo che vengono scelte e indirizzate dal pubblico attraverso la selezione di alcuni oggetti, poiché ogni oggetto ha una sua storia, un suo perché.
La serata del 25 ottobre 2017, presente uno dei “ragazzi” Nevio Santini che al termine dello spettacolo ha aggiunto un aneddoto/modo educativo espresso vissuto con Don Milani, ha restituito la concretezza del fare educazione, del costruire identità.
L’evento esordisce con le parole registrate di Don Milani, con le immagini dei suoi ragazzi, seguito dalla presentazione critica di Pier Paolo Pasolini del testo Lettera ad una professoressa: due pilastri della cultura italiana che da lontano si sono stimati senza riuscire ad incontrarsi per futili motivi.
La narrazione/messa in scena è  realizzata ed elaborata con il pubblico chiamato a erigere alcuni oggetti simbolici della Scuola di Barbiana: le panche, il tavolone e un totem con i simboli del lavoro contadino/operaio.

Al tempo stesso la creazione di un’immagine con doppio positivo: da una sequenza di immagini se ne compone una unitaria ogni volta differente a seconda dell’autore/spettatore.
La semplicità è la cifra espressiva scelta da Claudio Ascoli per tentare di restituire il percorso educativo realizzato da Don Milani esponendo in modo lineare gli avvenimenti, facendo emergere dai singoli tasselli il mosaico complessivo.
Sono molti gli spunti di riflessione proposti sul mondo della scuola soprattutto oggi che viene definita inclusiva, con percorsi personalizzati e individualizzati di educazione, per sviluppare competenze e non conoscenze, con ampio orientamento verso scelte di vita con la pratica dell’alternanza scuola.
Dallo spettacolo nasce un libro anch’esso liberamente ispirato al testo Ho disegnato Lettera a una professoressa di SignoraB al secolo Monica Fabbri, che attraverso varie tecniche grafiche propone una presentazione/percorso emozionale visivo e letterario del testo originario.

Tonia Barone

Foto di Emanuele Ferrigno ©

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