Dalla finestra di Lucio: Cristiano Cremonini omaggia Lucio Dalla

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Un uomo siede assorto davanti a una finestra.
Indossa occhiali e un cappello, un panama di colore chiaro, e il suo profilo colpito dalla luce, con la barba bianca e corta, ha qualcosa di molto familiare.
Intanto poche note di chitarra bastano a tracciare la strada, una melodia che per un istante ci sembra di riconoscere, mentre l’uomo si alza dalla poltrona, getta un ultimo sguardo all’esterno e poi si dirige verso la propria scrivania. Tra gli oggetti che ne ricoprono la superficie, scorgiamo un clarinetto, una partitura della Tosca, alcune fotografie di Caruso, un bicchiere di vino.
L’uomo si siede, indossa dei guanti a mezze dita, quindi comincia a scrivere. Ma noi abbiamo già capito: quell’uomo è Lucio Dalla. E la finestra è, simbolicamente, quella della sua casa affacciata su via D’Azeglio, a Bologna.
Inizia così a risuonare la voce avvolgente di Cristiano Cremonini, in arte Cris La Torre, stimato tenore bolognese che, dopo una ventennale carriera lirica internazionale, ha esordito due anni fa col suo primo disco pop (Tempo presente).

Foto di Luca Bolognese

La canzone s’intitola Dalla finestra di Lucio, ora disponibile su tutti gli store digitali nazionali ed esteri, arrangiata dal musicista Rod Mannara, con la partecipazione del chitarrista Ricky Portera, storico collaboratore di Dalla. La distribuzione è affidata all’etichetta Mega Dischi/PMS Studio.
Il testo del pezzo s’ispira a una lettera di Lucio, pubblicata postuma, un anno dopo la morte improvvisa del cantautore (avvenuta il 1° marzo 2012), ma risalente all’estate 2010.
Vigile osservatore, spinto dalla curiosità e dalla commossa empatia, Dalla era solito sporgersi sulla strada, sui tetti circostanti delle case, sul flusso continuo e variegato di pedoni, dei quali immaginava le storie, le vicende profondamente umane, con cui poi riusciva a immedesimarsi.
Scrive nella sua lettera:

“Di tante case non ce n’è una che non avesse una finestra, uno straccio di cielo qualunque che si affacciasse sui tetti delle città dove ho abitato e da dove ascoltavo, controllavo, cercavo i battiti del vostro cuore, i vostri respiri, le vostre bestemmie, i rumori dei vostri sogni, i misteriosi piccoli delitti quotidiani e le miracolose nascite che ogni giorno Dio ci manda e che avvengono sotto i cieli di tutti i paesi e di tutte le città nelle notti coperte di stelle.”

Seguendo le immagini destate da queste parole, sentiamo allora cantare Cristiano:

Vivo nella memoria
di racconti incompiuti…
Luoghi che mi lasciano uscire…
così, senza capire,
così, senza dolore…
quando voglio sparire
passo ore affacciato…
a uno squarcio di cielo
con i vostri pensieri
per sentirvi vicini…
Per non perdervi mai…

Cris La Torre con Vito D’Eri, sosia di Lucio. Foto di Luca Bolognese.

La regia del videoclip è della giovane Federica Lecce, in arte Teccelef, che guida la figura di Dalla – interpretata da Vito D’Eri, sosia ufficiale del cantante – attraverso una serie di scenari traboccanti d’intimità e delicatezza, di semplicità e calore quotidiano, che culminano negli spazi aperti della città bolognese come l’inconfondibile piazza Maggiore. Qui, procedendo trasognato, Lucio veglia e accompagna, ascolta e protegge, senza essersene mai andato davvero.

Cris La Torre con Ricky Portera sul set. Foto di Luca Bolognese.

Il progetto musicale avrebbe dovuto essere presentato in concerto al Teatro del Baraccano di Bologna, in occasione del compleanno di Lucio (il 4 marzo), ma l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 lo ha impedito.
Eppure, in una circostanza così delicata che ha visto la musica unire tante persone sui propri balconi, il significato della canzone si scopre ancora più attuale.
«Il concerto live lo faremo quando sarà possibile – dichiara Cristiano – ma the show must go on. Sono perfettamente d’accordo con la campagna lanciata dal MIBACT, #laculturanonsiferma, non deve fermarsi mai, per questo abbiamo deciso di fare uscire il singolo in questo periodo in cui tutti noi dobbiamo restare a casa. Il messaggio positivo del grande cantautore bolognese ci aiuterà a superare anche questo momento difficile.»

Emanuele Arciprete

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About Author

Ho 29 anni, vivo tra Bologna e Napoli. Cinema, Musica e Letteratura costituiscono il centro gravitazionale di tutte le mie attività materiali e spirituali.

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