Sentimenti e favole della musica russa: Malofeev ed Ettinger per il San Carlo

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Alexander Malofeeev, protagonista del concerto del 14 Febbraio al Teatro Politeama di Napoli

 

È quanto di meglio provenga dalla Russia dei nostri giorni il talento del giovane Alexander Malofeev, che ha stupito il pubblico raccoltosi nel tepore del Teatro Politeama di Napoli per assistere ad un concerto tutto dedicato agli autori che tra ‘800 e ‘900 animavano le scene musicali della parte più ad est dell’Europa costituendo una valida alternativa a ciò che si ascoltava a Vienna, a Parigi  e nella stessa Italia alla fine del secolo romantico.
Nei tre bis che hanno fatto seguito all’esecuzione del Concerto n. 2 di Rachmaninov eseguito dal pianista con l’accompagnamento dell’Orchestra del Teatro San Carlo, il ventiduenne di Mosca, acclamato dalla critica e considerato tra i migliori pianisti della scena attuale, ha rivelato a chi avesse notato un certo suo distacco nell’esecuzione del concerto la sua statura di prodigio della tastiera: tocco pulito, suono rotondo, tecnica impeccabile, grande sicurezza e contatto con il pubblico, che ha acclamato questo ragazzo dalla chioma bionda come un idolo, richiamandolo al palcoscenico per ben tre volte. Romantici ( e russi ) anche gli autori dei tre brani, Čajkovskij, Prokofiev e Medtner.
Del primo Malofeev ha eseguito il popolare Pas de deux dallo Schiaccianoci, del secondo il terzo tempo della Sonata n. 7, quasi un ragtime dalle sonorità dissonanti, infine la romantica Canzona Serenata del terzo autore, quasi una carezza al pianoforte per lasciare affettuosamente la sala, per l’occasione gremita di gente.

Dan Ettinger, direttore dell’ Orchestra del Teatro di San Carlo di Napoli

Dan Ettinger, da poco nominato Direttore Musicale del Teatrro di San Carlo, ha condotto con mano sicura e gesto creativo la non facile esecuzione dei brani della serata romantica di San Valentino e, forte della provata esperienza dei professori del San Carlo, ha dato vita ad un esecuzione che, pur non impeccabile nel concerto di Rachmaninof, si è poi pienamente riscattata con i quattro quadri della «Suite Sinfonica Sheherazade» di Rimskij-Korsakov, ispirati alle favole delle Mille e una Notte.
Molti  e belli i chiaroscuri giocati dall’orchestra, visibili il viaggio della nave di Sinbad e la sua tragica fine.
Mirabilmente espresso il tema del racconto di Sheherazade dalla voce del primo violino Gabriele Pieranunzi. 

Angela Caputo

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