Teatro Stabile di Catania, “L’amica delle mogli” di Luigi Pirandello con la regia di Nicola Alberto Orofino alla Sala Futura

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 Da giovedì 12 a domenica 15 marzo 2026 la Sala Futura del Teatro Stabile di Catania ospita “L’amica delle mogli” di Luigi Pirandellocelebre commedia tratta dall’omonima novella del 1894 e rappresentata per la prima volta al Teatro Argentina di Roma il 28 aprile 1927 dalla Compagnia Pirandello, protagonista Marta Abba. Memorabile la versione televisiva del 1970 ad opera della Compagnia dei Giovani diretta da Giorgio De Lullo,  con Rossella Falk , Romolo Valli , Giulia Lazzarini.

 La nuova produzione del Teatro Stabile di Catania si avvale della  riduzione teatrale di Gianni Garrera e della regia di Nicola Alberto Orofino, ed è interpretata da Gianmarco Arcadipane (Fausto Viani), Giorgia Boscarino (Elena), Giovanni Carta (Francesco Venzi), Lydia Giordano (Anna) e Carmen Panarello (Marta). Le scene e i costumi sono di Vincenzo La Mendola.  Nelle note di regia, Orofino presenta così lo spettacolo: “Scritta nel 1926, la commedia si muove sullo sfondo della borghesia romana, un mondo fatto di apparenze e ipocrisie che però comincia lentamente ad aprirsi alle trasformazioni della modernità. Sono gli anni della nascita del cinema sonoro, dell’emancipazione femminile, delle gonne che si accorciano e dei capelli alla garçonne: segni di un cambiamento sociale e culturale che attraversa anche i rapporti tra uomini e donne. Al centro della vicenda c’è Marta, donna nubile, affascinante e desiderata, che decide di aiutare le giovani mogli degli amici a gestire il complesso ménage familiare. Consigliando loro come arredare la casa, come curare la propria immagine e come interpretare i dettami della moda e delle nuove tendenze, Marta diventa presto una figura di riferimento, quasi una sacerdotessa del gusto e della modernità“.

Ma il suo ruolo di amica delle mogli finisce per soddisfare soprattutto i desideri dei mariti, conquistati dal suo stile e dalla sua sicurezza. Il risultato è un progressivo e inesorabile declino del ruolo delle mogli, che arrivano perfino a rinunciare alla propria voce nelle decisioni domestiche. Attorno a Marta ruotano così desideri, gelosie e rivalità, fino a generare conseguenze inattese. Pirandello costruisce un ritratto modernissimo di donna emancipata, sacerdotessa della moda, dell’arredamento, della roba, del capitale. Donna libera, mai civetta, che ripugna il genere maschile (per lo meno quello che le si presenta). Pirandello dona a L’amica delle mogli una forte e autentica consapevolezza femminista inserendo quest’opera all’interno del dibattito sulla dicotomia maschile/femminile mai così attuale.“, conclude il regista.
(la foto è di Antonio Parrinello)
 
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