“Un dettaglio minore”, spettacolo prezioso alla Sala Assoli Moscato di Napoli

0

Prima assoluta alla Sala Assoli Moscato, stracolma ad ogni messa in scena, di “Un dettaglio minore”, con la regia e l’ideazione scenica di Massimo Luconi, protagonista Dalal Suleiman. Produzione Casa del contemporaneo, in collaborazione con il Festival di Radicondoli diretto dallo stesso Luconi. Il monologo è l’adattamento dell’omonimo romanzo della scrittrice palestinese Adania Shibli.

La storia

Dalal Suleiman

La vita della protagonista, una ricercatrice, in Palestina, è drammaticamente segnata dall’occupazione, dalla guerra, dalla sensibilità che le impone, quasi, di condurre un’indagine ossessiva su un crimine atroce avvenuto nel deserto del Negev il 13 agosto del 1949, proprio il giorno del suo compleanno. Il 13 agosto del 1949 dei soldati israeliani attaccano alcuni beduini e catturano l’unica superstite: un’adolescente. La ragazza viene stuprata e uccisa e seppellita nella sabbia. La protagonista sentirà l’impulso di ricercare la verità sull’assassinio della ragazza. Andrà avanti con coraggio e determinazione ossessiva, sfidando i soldati israeliani, i checkpoint, a caccia dei documenti custoditi in archivi dell’esercito israeliano la cui consultazione è pressoché impossibile. Quel terribile episodio, avvenuto 25 anni prima, scava nella coscienza della protagonista. Il dolore di una è il dolore di tutte. Deve esserci una verità da portare alla luce e forse potrà emergere dalle carte. Ma come consultarle se appena compie qualche passo sente gli spari e sente il latrato agghiacciante dei cani? Impossibile percorrere i diversi settori in cui è diviso il territorio ma lei, pur di restituire dignità alla donna assassinata, ce la farà. Non si può permettere che il Negev rimanga un deserto arido. Il bel lavoro della bravissima attrice italo-palestinese, di Luconi, di Shibli fonde così due narrazioni, con al centro quasi un transfer, con la ricerca della verità condotta fino alla morte. Il progetto scenico di Luconi, con la collaborazione a scene e costumi di Johanna Tedde, gioca su pochi, essenziali, simbolici elementi: una bianca, enorme-tenda sudario che avvolge i resti di un popolo. Stracci, scarpe vecchie, un baule e tappeti nei quali la protagonista arrotola i pochi indumenti, rotoli che diventano sudari. Perfette per la narrazione le musiche originali di Mirio Cosottini. Nello spettacolo il dolore universale, la violenza sistematica e quotidiana affrontata da decenni da un intero popolo, il coraggio delle donne che lottano per ridare dignità alle vittime, per ricordare le loro vite spezzate. Toccante, intensa l’interpretazione di Dalal Suleiman, a lungo applaudita ad ogni replica.

Stampa
Share.

About Author

Comments are closed.