Al Teatro Diana di Napoli, in scena dal 15 al 26 aprile 2026, Umberto Orsini è protagonista di “Prima del Temporale”. Il grande attore ha scritto lo spettacolo con Massimo Popolizio, anche regista, con il quale da tempo lavora a importanti progetti teatrali. Orsini ha 92 favolosi anni, di cui oltre 70 condivisi con il pubblico che gli tributa sempre ovazioni e onori, con il rispetto e l’affetto dovuti ad un Maestro. Firmano le scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi, i costumi Gianluca Sbicca, i video Lorenzo Letizia, le luci Carlo Pediani, il suono Alessandro Saviozzi.
Lo spettacolo

Orsini ph. Claudia Pajewski
Lo spettacolo è tratto da “Sold out”, autobiografia del celebre attore novarese. Popolizio è straordinario nel cogliere i momenti essenziali della carriera di Orsini e, contemporaneamente, della storia italiana dello spettacolo, dal dopoguerra ad oggi. Nel suo camerino l’attore attende di entrare in scena come protagonista del “Temporale” di Strindberg. I ricordi prendono il sopravvento, partendo da quando, giovane venuto da Novara nel ‘55 a Roma, cerca una pensione economica presentandosi a varie audizioni. Dalle memorie familiari fino al suo ingresso all’Accademia d’arte drammatica “Silvio d’Amico”, dalle prime scritture alla meritata fama. Interrotto nei suoi pensieri dall’assistente Francesca (Diamara Ferrero) e da Paolo, vigile del fuoco (Flavio Francucci), l’attore dialoga con i fantasmi del suo passato. Il pretesto di ripercorrere la sua lunga e intensa vita, ricca di begli incontri umani e artistici, è dato dal ritrovamento di un libro, un regalo di Romolo Valli, “Perché corri, Sammy?”, di Budd Schulberg, del ‘41, proustiana memoria di giorni felici. Ed in scena entrano i suoi amori, come Ellen Kessler, ricordata nel famoso Carosello Omsa dove era con l’inseparabile sorella Alice e Don Lurio, e Rossella Falk, donna “puntigliosa e dolce” oltre che straordinaria attrice, alla quale lo legò una storia d’amore e un’amicizia di sessant’anni. Intercalano le preziose memorie immagini e video d’epoca nelle quali ritrovare dive hollywoodiane di cui era innamorato: Gene Tierney, Lana Turner, Esther Williams, Rita Hayworth, Ava Gardner, Barbara Stanwyck ma anche Virna Lisi, sua compagna di accademia e Sylvia Kristel, bella quanto fragile nella sua dimensione privata. Tra i suoi miti dello schermo, Orsini ricorda anche Johnny Weissmuller, leggendario Tarzan, che avrebbe desiderato come padre al posto del suo, uomo severo e privo di tenerezza.Tanti, numerosissimi i personaggi che il grande attore incontra nella sua carriera: Ronconi, Zeffirelli, Visconti, Patroni Griffi, Corrado Pani, Gianni Santuccio e persino Orson Welles, conosciuto in treno. Tra i tanti momenti topici dell’incredibile carriera di Orsini, brani tratti da “Copenaghen” di Frayn, dallo sceneggiato Rai “I fratelli Karamazov”, con la sua indimenticabile interpretazione di Ivan, dall’ “Uomo dal fiore in bocca” di Pirandello, da “La cavallina storna” di Pascoli, recitati incantando con la sua altissima interpretazione. E momenti teneri e divertenti intercalano le sue memorie d’artista e di uomo, senza mai cedere al narcisismo o all’autocelebrazione, per raccontare solo grandi pagine di teatro, di televisione e di cinema di un mancato notaio, grandissimo attore ancora capace di parlare al cuore del pubblico. Brillante la regia di Popolizio, in perfetta sintonia con Orsini. In viaggio verso un “Temporale” che può attendere perché, intanto, esplode la narrazione di una vita che non si ferma mai.