Al Teatro San Ferdinando al via i festeggiamenti per i “20 anni di Arrevuoto” con “Sospesi tra le stelle”, in scena il 23 e il 24 maggio 2026, spettacolo per la drammaturgia di Maurizio Braucci. Proprio Braucci, scrittore, sceneggiatore, regista, direttore artistico di Arrevuoto, dialoga, al Ridotto del Mercadante, con Mimmo Basso, direttore generale del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e con Roberto D’Avascio, direttore della rivista “Perseo”, per ripercorrere le tappe salienti del grande percorso di pedagogia. Con loro sono intervenuti i partecipanti al progetto Arrevuoto 2026. D’Avascio ha dedicato all’evento un numero speciale di “Perseo”, semestrale del Teatro di Napoli, “Arrevuoto 20 anni” (Marotta&Cafiero). Arrevuoto è un progetto di teatro e pedagogia che opera tra le periferie e il centro di Napoli. Nato nella stagione 2005-2006 all’interno del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale dal comune sentire di artisti, teatranti, docenti, pedagogisti, intellettuali e scuole di vari territori di Napoli, ha coinvolto oltre 1500 ragazzi. Da allora sono trascorsi vent’anni di teatro, educazione e cittadinanza attiva, tra incontri con le istituzioni, le associazioni e con tutta la comunità educante – un vero miracolo di aggregazione e di crescita del territorio. Mimmo Basso sottolinea come Arrevuoto sia un progetto identitario che corrisponde alla vita del Teatro Stabile e si sviluppa in due direzioni: verso l’esterno, la città e verso il mondo teatrale, forte di un gruppo di lavoro coeso. Le esperienze di base sono state realtà quali Chi rom e Gridas, ma anche la sensibilità di alcuni esponenti della classe dirigente, come Ninni Cutaia, allora direttore dello Stabile, Roberta Carlotto, allora componente del comitato artistico del Mercadante, Marco Martinelli, che curò le prime regie degli spettacoli con il suo metodo della non-scuola. Mimmo Basso sottolinea come Arrevuoto non sia una formazione per attori, tutt’altro; la regia degli spettacoli è collettiva. Gli educatori che conducono la parte pedagogica; le scuole di diversi territori sono gemellate e i ragazzi scelgono se partecipare o meno. Non vi è presunzione di risolvere il disagio, ma una comunità che si mette in prova.
Maurizio Braucci

Maurizio Braucci
“Nel 2005 veniva pubblicato il volume “Napoli comincia a Scampia”, che accompagnava l’azione socioculturale con la scrittura e la teoria. E se devo mutuare la definizione che il politologo Roberto Esposito ha dato nel suo libro “Istituzione”, chiamando con questo termine non solo gli enti pubblici ma anche le piccole organizzazioni, volontarie o meno, che agiscono duraturamente nell’interesse collettivo, posso dire che anche Arrevuoto lo è. Una strana istituzione, o meglio una istituzione moderna, in cui il Teatro Mercadante, oggi Teatro Nazionale, dialoga con le scuole, associazioni e artisti, creando un insieme complesso che potrebbe fungere da modello per altre azioni future. Allora fu un’esperienza coraggiosa, un gioco continuo. Il teatro è un gioco delle parti, nel teatro sono i morti che ti parlano. Arrevuoto è un’assemblea permanente”.
Roberto D’Avascio – Perseo 
La rivista ha sempre un focus e segue tre obiettivi: documentare, offrire una visione critica favorendo il dibattito, far ascoltare la voce degli artisti. La rivista offre una visione critica di ciò che accade in città attraverso la voce dell’arte. La nascita di Perseo fu una sfida poiché nacque durante la pandemia, quando tutto ormai era in digitale, un’esperienza virtuosa in linea con la lentezza di kunderiana memoria. Il numero speciale contiene 40 contributi di coloro che hanno visto nascere l’iniziativa e ne hanno condiviso il percorso in questi anni fino ad oggi. La prima parte presenta interviste e testi di Maurizio Braucci, Roberta Carlotto, Ninni Cutaia, Marzia D’Alesio, Emma Ferulano, Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Lorenzo Pavolini, Massimiliano Virgilio, Claudia Cannella e Stefano Cardone. La seconda parte, intitolata “Arrevuoto: corpi, parole, immagini”, dà voce alle testimonianze con gli interventi di Sharon Amato, Alessandra Asuni, Mirko Calemme, Maurizio Capone, Alessandra Cutolo, Linda Dalisi, Annalisa D’Amato, Violetta Di Costanzo, Raffaele Di Florio, Rosario Esposito La Rossa, Adriana Follieri, Anna Gesualdi, Nicola Laieta, Sergio Longobardi, Vincent Longuemare, Sara Lupoli, Antonella Monetti, Anita Mosca, Fabrizio Nardi, Vincenzo Nemolato, Sara Sole Notarbartolo, Laura Ottieri, Emanuele Palumbo, Alessandro Papa, Valeria Pollice, Nunzia Russo, Massimiliano Sacchi, Maddalena Stornaiulo, Tonino Stornaiulo, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella. La rivista è corredata dalle fotografie di Stefano Cardone, Marco Ghidelli, Francesco Ferone, Giorgia Bisanti.
Sospesi tra le stelle 

I relatori al Ridotto del Mercadante
“Sospesi tra le stelle” è il titolo dello spettacolo 2026 di ARREVUOTO – Ventesimo movimento, in scena al Teatro San Ferdinando il 23 e il 24 maggio 2026. Curato e scritto da Maurizio Braucci, da un’idea di Roberta Carlotto, con la consueta regia collettiva firmata per l’edizione 2026 da Alessandra Asuni, Fabiana Fazio ed Emanuele Valenti, Sospesi tra le stelle è una produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, in collaborazione con Associazione Arrevuoto – Teatro e pedagogia, Chi rom e…chi no, Associazione Quartieri Spagnoli, Centro Educativo Stelle sulla Terra, Istituto Comprensivo Casanova Costantinopoli, L’Orsa Maggiore – Cooperativa Sociale, Istituto Comprensivo Madonna Assunta. Oltre 100 protagonisti danno vita a uno spettacolo corale, un vero e proprio spazio di ascolto condiviso. “Sospesi tra le stelle è uno spettacolo recitato e cantato dagli attori e dalle attrici di Arrevuoto – spiega Braucci – uno sguardo, da parte degli adolescenti, sul presente e sullo stato mentale ed emotivo degli adulti, immaginando un viaggio nello spazio e nel tempo che risuona nel viaggio teatrale e pedagogico del progetto Arrevuoto durante questi vent’anni. E la parola “sospesi” nel titolo offre un duplice significato: quello di trovarci sospesi nell’esistente ma strettamente connessi gli uni alle altre, e allo stesso tempo è una metafora deliziosa che ci riporta all’origine della vita e al ruolo che oggi hanno i più giovani, chiamati a educare i più grandi al rispetto della Natura e di sé stessi”. Arrevuoto è una festa in cui si gioca al teatro parlando della vita. Magari in futuro dall’esperienza verranno fuori talenti, ma non è questo il fine di un grande progetto comunitario, aggregativo, che ha saputo rispondere alla violenza delle faide di Scampia con la visione d’arte, rispondendo alle pistole con spade di latta in duelli teatrali che mostrano a tutti che un altro futuro è possibile. Una volta, si chiamava comunità educante. Oggi, lavorare e sognare insieme, sapendo porsi sempre in gioco.