Dal 19 settembre 2026 al 26 giugno 2026, allo Studio Z.e.n. Art Hub (via dei Pellegrini, 5, Napoli), si terrà la rassegna ideata e per la direzione artistica di Antonio Mocciola. Nell’intimo Spazio Z.e.n. Art Hub, quindici voci si spogliano della propria leggenda per raccontare il momento in cui la biografia si tramuta in tragedia. Figure iconiche, leggendarie della devozione si mostrano in cortocircuiti spiazzanti, con una più profonda e sfaccettata lettura del supplizio. I martyria erano edifici cristiani di culto o cappelle edificate sopra la tomba di un martire o nel luogo in cui era avvenuto il suo supplizio. Hanno rivestito un ruolo centrale nell’architettura paleocristiana e nella nascita delle cattedrali medievali. Da sempre la drammaturgia di Mocciola, qui in veste di direttore artistico, va oltre, esplora, scava nelle pieghe della carne e dell’anima, scarnifica e restituisce l’umanità dei protagonisti del suo teatro in tutta la loro complessità.
Antonio Mocciola
“Cosa resta di un corpo quando viene ridotto a simulacro, a statua di gesso, a dogma o a condanna eterna? Martyria intende spazzare via l’iconografia edulcorata dei santini per restituire il sangue, la carne e il peso specifico del sacrificio. Il martirio, qui, non è l’ascesa ordinata verso il cielo, ma un corpo a corpo violento con la terra, con la politica, con i legami di sangue e con i propri tabù. Noi li vediamo dipinti, chiusi in bacheche, circondati da ex voto, assediati da stormi di pellegrini distratti, fotografati e condivisi come fossero piatti di carbonare. Ma prima di essere santificati, sono stati uomini e donne, coi loro limiti, le loro contraddizioni, le loro ambiguità. Ne ho scelti dieci, cesellandone dieci ritratti forse irriverenti, di certo liberi da condizionamenti religiosi (che non ho), e probabilmente aderenti a quello che in fondo erano: dei rivoluzionari. Ogni mese, allo Studio Z.e.n Art Hub di Napoli, ve ne mostrerò uno, per una rassegna che ho chiamato “Martyria” e che spero possa offrire uno sguardo più laico e più “umano” su icone troppo spesso venerate pigramente “sulla fiducia” e senza essere davvero capite“.
Il calendario

Locandina “‘O Sanghe” di Antonio Mocciola
19 settembre | SAN GENNARO (“’O sanghe”) – con Giuliano Del Gaudio. Si apre con il sangue identitario e viscerale del patrono di Napoli, simbolo di un legame indissolubile tra miracolo e popolo.
24 ottobre | SAN FRANCESCO (“Toglietemi tutto”) – con Tommaso Sepe. La spoliazione radicale del Poverello d’Assisi, spogliato di ogni ricchezza terrena per abbracciare una nudità che è rivolta pura.
21 novembre | SAN GREGORIO (“San Satana”) – con Nico D’Agostino, con la partecipazione di Connie Amirante. Un viaggio sulfureo e spiazzante ai confini tra luce e ombra, in un cortocircuito di grande impatto emotivo.
19 dicembre | SANTA RITA (“La sposa”) – con Antonia Esposito. Il sacrificio materno e spietato di una donna che attraversa il dolore coniugale e spirituale facendosi ferita viva.
23 gennaio |SAN LORENZO (“L’ultimo desiderio”) – con Matteo Monteforte. La graticola e l’ironia feroce di un martire che sfida i suoi carnefici persino nel momento supremo della tortura a fuoco lento.
27 febbraio |SAN SEBASTIANO (“Il soldato di Cristo”) – con Michele Pedata. Il confine del sacro si allarga alle frecce e a un erotismo negato e trasfigurato, tra carne trafitta e bellezza marmorea.
27 marzo |SANTA GEMMA GALGANI (“La violenza del tuo amore”) – con Antonella Formisano. La mistica visionaria e febbrile di una santa giovane, consumata da una passione divorante e dolorosa.
24 aprile | SAN DISMA (“Golgota”) – con Gaetano Marsico. Il ladrone pentito, il primo a entrare in Paradiso accanto al Cristo, che racconta il Calibro estremo della redenzione dell’ultimo secondo.
22 maggio | SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE (“Mi chiamavo Edith Stein”) – con Sarah Falanga. La filosofa carmelitana, ebrea convertita, che affronta il buio della Shoah offrendo la propria intelligenza e il proprio spirito come estrema testimonianza.
26 giugno | SAN GERARDO MAIELLA (“Calor bianco”) – con Andrea Cancelliere. Il santo protettore delle madri e dei bambini, racchiuso in una dimensione di fuoco interiore, purezza e febbrile dedizione.