Il più antico e il più innovativo: Premio Positano Léonide Massine

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È un cinquantenne vivace e intraprendente e soprattutto proiettato verso il futuro e, per il compleanno tondo di mezzo secolo, ha voluto intorno a sé giovani da tutto il mondo e donne e uomini che lo hanno accompagnato nel cammino verso l’importante traguardo.
Sì, il Premio Positano Léonide Massine, il 31 agosto,  ha festeggiato il cinquantesimo compleanno sulla Spiaggia Grande della perla della Costiera Amalfitana, di fronte all’isola Li Galli che fu buen retiro di Massine e poi di Nureyev.
La splendida forma del più antico premio di danza in Italia è in massima misura dovuta ad una “personal trainer” di eccezione,  ovvero direttrice artistica, della competenza e capacità manageriale di Laura Valente, che ha conferito ad un’emozionata Alessandra Ferri il “Premio alla Carriera”.
«Mi riempie di orgoglio l’assegnazione di un premio  in una manifestazione dalla storia importantissima, costellata di presenze dei più grandi danzatori degli ultimi cinquant’anni, quanti  che fanno di questo il più antico premio di danza in Italia – ha affermato Alessandra Ferri – Certo un premio alla carriera induce a guardare indietro, ritrovando ricordi di incontri come quello con Rudolf Nureyev. Per me si aggiunge il privilegio di ricevere un altro premio a Positano, 31 anni dopo.
Tuttavia io sono una donna che ama guardare avanti per scrivere nuovi capitoli di vita artistica e personale, quale che sia il mio prossimo capitolo è certo che ad esso io dedico il Premio alla Carriera che mi viene assegnato, non potrebbe essere diversamente per procedere nel futuro, partendo da qui».
E la grande étoile ha mostrato di impersonare lo spirito stesso del Premio Positano, nel suo guardare avanti con la forza delle esperienze maturate, sentimento che si ritrova nella motivazione del riconoscimento: : «Icona italiana dell’arte della danza nel mondo per lo straordinario e poliedrico percorso artistico, per la sua lunga e ancora attiva carriera di interprete che ne fa una delle più complete e versatili protagoniste della scena».
La serata di gala ha visto le esibizioni di danzatori provenienti da Svezia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Belgio, Danimarca, Svizzera, Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Italia, Argentina e Ucraina.
Nella stessa giornata si è avuta l’intitolazione da parte del sindaco Giuseppe Guida, della sede dell’ufficio del Turismo di Positano a Luca Vespoli.
Il primo cittadino ha avuto espressioni lusinghiere per la manifestazione:  «Grazie all’impegno del Comune di Positano e dei suoi cittadini tutti  e al grande lavoro della direttrice artistica Laura Valente, abbiamo realizzato questa importante edizione, alla quale, inspiegabilmente, la Regione ha fatto mancare il suo sostegno».
La giuria del “Massine” è stata composta da Alfio Agostini, Gerald Dowler, Jean Pierre Pastori, Roger Salas, Valeria Crippa, Brigitte Lefèvre e naturalmente dalla direttrice Valente.
Gli altri premiati sono stati: Antonio Casaliño (Bayerisches StaatsBallett), Jacopo Bellussi e Ida Praetorius (Hamburg Ballet), Aitor Arrieta e Katja Khaniukova (English National Ballet, Londra), Ohashi Mari e Guilliams Kwinten (Béjart Ballet Lausanne), Jacopo Tissi, Luigi Crispino (American Ballet Theatre, Premio Vespoli), Stanislao Capissi (Teatro San Carlo), Ana Sophia Scheller (Balletto Nazionale dell’Ukraina), Matteo Miccini (Stuttgart Ballet), Alessio Carbone (Opéra de Paris, per Ballet for Peace , assegnato dal Comune) e Rocio Molina (Compagnia Rocio Molina).
Significativo che Jacopo Tissi abbia lasciato, da primo ballerino, il Bolshoi di Mosca «scioccato» dalle vicende della guerra in Ucraina; ora Tissi, cui è andato il Premio Vespoli,  è approdato al Teatro alla Scala.
Nell’avvicinarsi alla Spiaggia Grande, turista o spettatori che si sia, si è accompagnati dal racconto del mezzo secolo di danza con   gli scatti di grandi fotografi esposti in «50 anni in punta di piedi, mostra diffusa tra sassi e scale».
Orgogliose, ma tutt’altro che cullate sui molti allori, sono le parole di Laura Valente «Il nostro  è un classico che da sempre guarda al futuro, onorando lo spirito di artisti che crearono un secolo fa il mito di Positano capitale della danza. Per l’edizione del cinquantenario il ‘Massine’ si conferma un palcoscenico globale che connette le grandi stelle, i talenti emergenti e i nuovi linguaggi contemporanei. Un premio in continua evoluzione, frutto di un lavoro in rete che lo mette costantemente in dialogo con le più importanti istituzioni, compagnie e artisti, non una parata di stelle ma un patrimonio identitario del territorio, che insieme a tutta la giuria tuteliamo con passione e spirito di squadra».

Dario Ascoli

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