Danzare danzare danzare! Nicoletta Manni e il suo Galà incanta la reggia di Caserta

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Nel quadriportico della Reggia di Caserta, nella rassegna Un’estate da re, il 30 luglio 2025 è andato in scena il Galà di danza La gioia di danzare, ed è stata una esplosione di emozioni espresse da corpi danzanti che narravano la gioia della danza, mediante una espressione tecnica alta che non ha oscurato il dialogo appassionato con il pubblico.
Il Galà ideato dalla danzatrice étoile Nicoletta Manni e dal danzatore Timofej Andrijashenko ha visto sul palcoscenico avvicendarsi con loro i solisti del Teatro alla Scala realizzando una narrazione della danza novecentesca senza tralasciare le grandi icone del balletto classico.
La leggerezza, la tecnica e la passione dei corpi di Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko è emersa sin dal primo brano interpretato, un’icona dei Galà di Danza: il Grand Pas Classique, coreografato nel 1949 da Victor Gsovskij su musica di Daniel-François Auber che evidenzia il brillante virtuosismo dei due interpreti.
Se il primo brano è stato un cliché del balletto classico, il secondo è una icona del ‘900 e ne ha segnato l’immaginario: Carmen, coreografato nel 1949 da Roland Petit su musica di Bizet, creato per lui e l’indimenticabile Zizi Jeanmaire. Nicoletta Manni in questa accorata, struggente, erotica e divertente interpretazione ha anche omaggiato la grande danzatrice.
Certamente sono stati fedeli all’originale nell’esecuzione tecnica, ma  con una personalissima interpretazione da parte sia di Nicoletta Manni che di Timofej Andrijashenko che hanno saputo rendere contemporaneo ed emozionante il brano, come se fosse stato composto per loro; i loro corpi hanno espresso l’amore tra di loro oltre che per l’arte coreutica.
La passione per la danza nasce in Nicoletta Manni sin dall’infanzia e dalle sue origini leccesi, e non poteva mancare un brano che esprimesse la sua terra con il mito della taranta, una danza per liberare la parte più viva di una donna, il luogo dove far affiorare l’energia vitale. Nella coreografia Beddha Ci Dormi di Patrick De Bana emerge con sofisticati movimenti danzanti l’affermazione “in principio era il ritmo” che da lento e apollineo progressivamente diviene dionisiaco nell’interpretazione di Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, sulla musica di Paolo Buonvino Orchestra Popolare Della Notte Della Taranta accompagnata dalla voce di Diodato.
Nicoletta Manni ha ammaliato il pubblico con la sua interpretazione del solo La Luna, creata nel 1976 da Maurice Béjart per Luciana Savignano nel balletto Héliogable su musica di Johann Sebastian Bach. Luciana Savignano ha ripreso il brano per la Manni cha ha condensato in questa affermazione la sua interpretazione «Guardando quest’assolo, ho immaginato tante storie da raccontare prima ancora di conoscere i segreti della nascita del balletto. Lo vedo in due modi: c’è una bambina che vuole ancora essere una ragazzina e mostrare la spontaneità della sua natura più istintuale, e poi c’è la donna che, con il passare del tempo, matura. Non c’è nulla di esagerato nei passi e nei gesti. Perché la femminilità, qui, non è sensualità ma intimità e spontaneità
In questo inno alla danza non poteva mancare una dedica al grande coreografo ottocentesco a cui si devono i balletti presenti nel repertorio: Marius Petipa con il Pas De Deux Del Cigno Bianco su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij interpretato da Martina Valentini e Gabriele Corrado, che hanno restituito il simulacro del Ballet Blanc del romanticismo, con l’eterea ballerina che esprime il doloroso amore irrealizzabile; e il virtuosistico Le Corsaire su musica di Riccardo Drigo interpretato da Alice Mariani e Darius Gramada.
Alice Mariani e Darius Gramada hanno espresso i loro altissimi virtuosismi anche nell’altro brano interpretato Spring Waters coreografia di Asaf Messerer del 1953 su musica di Sergej Rachmaninov, creato per mostrare il tecnicismo del passo a due in una creazione brevissima ma dove sono concentrati tutti i movimenti più acrobatici che possono eseguire i due danzatori.
Un indiscusso dominio internazionale oggi è riservato al coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj e il Galà a lui ha dedicato il Passo a Due tratto da Le Parc, una coreografia nata nel 1994 che riesce a narrare ancora oggi in modo attuale l’idea dell’amore seduttivo grazie a movimenti fatti di linee spezzate e slanci d’amore. Interpreti di questi amori fatti di sguardi in un parco antico Vittoria Valerio, Claudio Coviello su musica di Wolfgang Amadeus Mozart, tentano di rispondere alla domanda da cui è partito Angelin Preljocaj per la sua creazione «Qu’en est-il aujourd’hui de l’amour».
Vittoria Valerio e Claudio Coviello hanno dato vita emozionando con la loro intensità interpretativa alla coreografia Se Tu Non Parli di Massimiliano Volpini basata sui versi di Tagore “Se tu non parli/riempirò il mio cuore del tuo silenzio/e lo sopporterò”, sulla musica di Arvo Part.
Altro coreografo del panorama italiano affermato internazionalmente è Matteo Levaggi e nel Galà viene presentata la sua coreografia Largo su musica di Johann Sebastian Bach interpretata da Martina Valentini Gabriele Corrado e Emanuele Cazzato.
I saluti conclusivi per un ipotetico happening con il pubblico sulle note di Libertango di Astor Piazzolla, per ribadire che la danza è emozione e gioia di movimento.

Tonia Barone

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