Il 12 marzo 2026, il Teatro Manzoni di Bologna ha ospitato un evento che prometteva di essere memorabile: Piovani dirige Piovani . Il celebre compositore e premio Oscar Nicola Piovani ha guidato l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna in un programma che ha celebrato la sua straordinaria carriera, spaziando tra composizioni originali e celebri colonne sonore cinematografiche.
La serata si è aperta con Il Canto dei neutrini , una composizione per violoncello solista e orchestra d’archi, arpa, celesta e percussioni, dedicata al violoncellista Luigi Piovano.
Nonostante la raffinatezza dell’orchestrazione e l’evidente maestria di Francesco Maria Parazzoli al violoncello, il brano non ha convinto pienamente.
La struttura decisamente complessa e le difficoltà ritmico tecniche della partitura sono state esposte con una certa timidezza, laddove il genere rapsodia avrebbe voluto irruenza.
Non abbiamo trovato alle orecchie quel che avrebbe potuto essere con un’interpretazione più convinta.
Il primo momento di svolta è arrivato con Cyberknife – rapsodia per clarinetto e orchestra , una composizione in tre movimenti che ha visto protagonista il clarinettista Simone Nicoletta . La sua performance è stata un vero trionfo di virtuosismo e sensibilità musicale.
Nicoletta ha saputo dominare il palcoscenico con un’esecuzione impeccabile, regalando al pubblico un’esperienza sonora che oscillava tra il lirismo più delicato e l’energia travolgente.
La rapsodia, con i suoi contrasti e le sue dinamiche, ha rappresentato uno dei momenti più alti della serata.
La seconda parte del concerto è stata dedicata al rapporto tra Piovani e il cinema, un tema che ha sempre rappresentato il cuore pulsante della sua carriera.
La Suite sinfonica de La Vita è Bella ha conquistato il pubblico, che ha risposto con applausi scroscianti e visibile emozione.
La melodia, che nel 1999 valse a Piovani l’Oscar, è risuonata come un inno alla speranza e alla resilienza, toccando le corde più profonde dell’anima.
A seguire, la Suite Fellini ha reso omaggio al genio del regista riminese, con cui Piovani collaborò per gli ultimi tre film: Intervista , Ginger e Fred e La voce della luna.
Le musiche, evocative e sognanti, hanno trasportato il pubblico in un universo cinematografico fatto di poesia e magia, dimostrando ancora una volta la capacità di Piovani di fondere musica e immagini in un connubio perfetto.
La serata, nel complesso, ha offerto momenti di grande intensità e bellezza, alternati a passaggi meno incisivi.
Se Il canto dei neutrini ha lasciato alcuni spettatori perplessi, la rapsodia Cyberknife e le suite cinematografiche hanno saputo conquistare il cuore del pubblico. Nicola Piovani, con la sua direzione sicura e appassionata, ha dimostrato ancora una volta di essere un maestro nel raccontare storie attraverso la musica.
Bologna, con il suo Teatro Manzoni, si è confermata un palcoscenico ideale per celebrare la grande musica.
E mentre gli applausi riempivano la sala, una cosa era certa: la bellezza della musica di Piovani continuerà a risuonare nella testa di chi ha avuto la fortuna di assistere a questa serata unica.
Ciro Scannapieco