Sarà il tempo, in tutte le sue possibili declinazioni, il filo conduttore della stagione 2026/2027 del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa. Non poteva essere altrimenti nell’anno in cui il teatro fondato da Giorgio Strehler e Paolo Grassi nel 1947 compie ottant’anni.
“Il gioco del tempo” è il titolo scelto per una programmazione che guarda contemporaneamente alle proprie origini e al futuro, intrecciando memoria e visione, tradizione e sperimentazione, storia e contemporaneità.
La nuova stagione arriva, inoltre, al termine di un’annata particolarmente positiva per il Piccolo: rispetto alla stagione precedente, il 2025/2026 ha registrato un incremento di pubblico di quasi il 20% e una crescita degli abbonamenti superiore al 20%.
Sul piano produttivo, il cartellone 2026/2027 mette in campo 30 produzioni, di cui 15 coproduzioni – tre delle quali internazionali –, 26 ospitalità, una internazionale, 10 prime assolute e due prime italiane, per un totale di 56 spettacoli.
Il rapporto con la storia del Piccolo sarà uno degli elementi centrali della stagione. A partire da “Il signor Puntila e il suo servo Matti” di Bertolt Brecht, in scena al Teatro Grassi dal 14 maggio al 13 giugno, terza produzione diretta da Claudio Longhi dopo il successo di Miracolo a Milano.
Lo spettacolo segna anche il ritorno sullo stesso palcoscenico di Franco Branciaroli e Lino Guanciale, a oltre vent’anni dal loro ultimo incontro teatrale.
Il legame con Brecht sarà ulteriormente approfondito da Guanciale con un reading realizzato in collaborazione con il Teatro Gerolamo e ispirato ai testi del periodo finlandese dell’autore.
L’Ottantesimo sarà anche l’occasione per rinnovare il rapporto storico tra il Piccolo e il Teatro alla Scala. Per la prima volta il Corpo di Ballo scaligero, diretto da Frédéric Olivieri, approderà sul palcoscenico del Teatro Strehler con Mont Ventoux, in programma dal 17 al 21 marzo. La coreografia di Mattia Russo e Antonio de Rosa, realizzata per la compagnia KOR’SIA, prende ispirazione dall’Ascesa al monte Ventoso di Francesco Petrarca.
Il percorso sarà speculare: sul palcoscenico del Teatro alla Scala tornerà, infatti, Arlecchino Servitore di Due Padroni, assente dal Piermarini da vent’anni. Nel mese in cui lo spettacolo simbolo del Piccolo compirà ottant’anni, un nuovo allestimento affidato alle allieve e agli allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola del Piccolo, guidati da Stefano de Luca ed Enrico Bonavera, sarà presentato il 4 luglio 2027.
Sempre nel segno della memoria, ma con uno sguardo rivolto alla rilettura contemporanea dei grandi classici, Antonio Latella porterà in scena al Teatro Studio Faust, a quasi quarant’anni dalla storica versione firmata da Strehler. Lino Guanciale interpreterà sia Faust sia Mefistofele. Lo spettacolo, una prima assoluta, sarà in programma dal 21 gennaio al 21 febbraio.
Tra gli appuntamenti legati direttamente alla storia del Piccolo ci sarà anche della “Passione teatrale”, saggio finale dell’ultimo anno del corso “Luca Ronconi” della Scuola del Piccolo, ispirato a Elvira, o la Passione Teatrale, spettacolo di Strehler del 1986. L’11 e 12 maggio 2027, infine, Logorante, Ma Vivo renderà omaggio a Paolo Grassi alla vigilia del compleanno del teatro.
La stagione si aprirà con Coro degli Amanti, prima regia italiana di Tiago Rodrigues. Il direttore del Festival di Avignone e artista associato del Piccolo, dopo la presenza al festival Presente Indicativo – Milano Crocevia, dirigerà Isabella Ragonese e Francesco Alberici in uno spettacolo dedicato ai sentimenti e alla dimensione del tempo nell’amore. L’appuntamento è al Teatro Grassi dal 29 settembre al 18 ottobre.
Al Teatro Studio, dal 18 al 22 novembre, sarà invece in scena Per Sempre, dedicato al rapporto epistolare tra Giovanni Testori e Alain Toubas. La drammaturgia originale è
firmata da Alessandro Bandini.
La memoria familiare sarà al centro di Di Madre in Figlia di Concita De Gregorio, diretto da Gaia Saitta e presentato in prima assoluta al Teatro Grassi dal 27 novembre al 20 dicembre. Tre donne e tre generazioni diventano il punto di partenza per un racconto che intreccia storia privata e memoria collettiva.
Sul rapporto tra corpo e tempo si concentra invece Tacet di Jacopo Giacomoni, diretto da Silvia Costa. Il testo, vincitore del 58° Premio Riccione e della Biennale College Teatro – drammaturgia Under 40, vedrà sei performer misurarsi con il tempo attraverso il silenzio e il movimento.
Il cartellone attraversa anche la storia e le sue conseguenze sul presente. Che Dolore Terribile è l’Amore di Daria Deflorian, tratto da Non Dico Addio di Han Kang, arriverà al Teatro Studio dal 30 ottobre all’8 novembre, dopo il debutto al Festival di Avignone del 13 luglio e la presentazione in
forma di work in progress nell’ambito di Presente Indicativo.
La distopia sarà invece al centro di Il Fuoco Era la Cura di Sotterraneo, artisti associati al Piccolo, liberamente ispirato a Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Lo spettacolo, già protagonista di tre stagioni
con numerose repliche esaurite, tornerà al Teatro Studio dal 13 al 25 ottobre.
Massimo Popolizio firmerà regia e interpretazione de La Pazzia di Re Giorgio di Alan Bennett, in scena al Teatro Strehler dal 4 al 28 febbraio. Attraverso la vicenda del sovrano britannico, lo spettacolo affronta il tema della vulnerabilità del potere.
La riflessione sulla società attraverserà anche La Medium di Marta Cuscunà, dedicato alle donne rimaste ai margini della storia dell’illusionismo e dei manicomi ottocenteschi, e La vita agra di Luciano Bianciardi, diretto da Giacomo Bisordi e interpretato da Paolo Pierobon. Quest’ultimo, in prima assoluta dal 3 al 24 aprile al Teatro Grassi, sarà un viaggio nell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta e una riflessione sul significato del lavoro culturale.
Tra gli appuntamenti più legati alla contemporaneità ci sarà The City of Arrival di Thomas Verstraeten, tra i fondatori di FC Bergman, collettivo associato al Piccolo.
Lo spettacolo, in prima assoluta e realizzato in collaborazione con le università milanesi, trasformerà le stanze degli studenti fuori sede in vere e proprie miniature teatrali per interrogarsi su migrazione e identità.
Il mito classico tornerà invece con l’Orestea di Eschilo, diretta da Carmelo Rifici. La trilogia, unica opera della classicità greca giunta integralmente fino a noi, diventa occasione per riflettere sulle origini della democrazia occidentale. Lo spettacolo, prima italiana, sarà al Teatro Strehler dal 26 al 31 gennaio.
Il teatro si confronterà anche con la cronaca attraverso una nuova edizione di Se Dicessimo la Verità di Giulia Minoli ed Emanuela Giordano.
L’indagine sulla criminalità organizzata sarà questa volta dedicata alle donne e al loro coraggio, dal 26 al 31 gennaio al Teatro Grassi.
Sul terreno dell’apologo si muoverà invece I Miei Stupidi intenti di Vico Quarto Mazzini, tratto dal romanzo d’esordio di Bernardo Zannoni, vincitore del Premio Campiello, in programma al Teatro Studio dal 24 novembre al 6 dicembre.
Il teatro rifletterà sul teatro stesso con Studio sui Sei personaggi di Emma Dante, che nel bicentenario del Teatro Valle di Roma porterà in scena la stessa regista nei panni del Direttore. La prima assoluta è prevista al Teatro Strehler dal 2 all’11 aprile.
Alla danza sarà dedicato Catalogo, nuovo incontro tra Marco D’Agostin e Marta Ciappina dopo Gli Anni, coproduzione vincitrice nel 2023 di due Premi Ubu. Lo spettacolo sarà al Teatro Studio dal 4 al 9 maggio.
La formazione rappresenta un altro asse della stagione. Dopo Il Piccolo Principe e Il Barone Rampante, Riccardo Frati completerà con Castelli di Rabbia di Alessandro Baricco la propria personale “Trilogia della Formazione”. La nuova produzione, in prima assoluta, sarà al Teatro Studio dal 18 marzo all’11 aprile.
Per le scuole torna, inoltre, Teatro Tiene Banco, sostenuto dalla Fondazione Monte di Lombardia, con quattro spettacoli di repertorio firmati e diretti da Davide Carnevali – La Favolosa Battaglia dei Topi e delle Rane, Guida Pratica per Orientarsi nella Selva Oscura, Antigone in Cattedra e Sei Personaggi in Cerca di Followers – ai quali si aggiungerà la novità La fiaba delle Fiabe, ispirata a Giambattista Basile.
Completano la proposta i percorsi dedicati al pubblico e alla storia del teatro. Dopo Benvenuti al Piccolo! Nel paese di Teatro e Benvenuti al Piccolo! Green Tour dell’Isola degli Alberi, Michele Dell’Utri proporrà Piccolo Tales, una visita teatralizzata in lingua inglese pensata per il pubblico
internazionale.
Ci saranno, inoltre, La Magica Scatola di Arlecchino, laboratorio di sartoria teatrale sostenibile, e un
omaggio ad Alessandro Volta nel bicentenario della morte, firmato da Flavio Albanese e dalla Compagnia del Sole.
A ottant’anni dalla sua nascita, il Piccolo sceglie dunque di misurarsi ancora una volta con il tempo:
quello della propria memoria, ma anche quello delle trasformazioni sociali e culturali. Una stagione
costruita sul dialogo tra ciò che è stato e ciò che ancora deve accadere, con il teatro chiamato a essere, come alle sue origini, uno spazio di incontro tra generazioni, linguaggi e comunità.
Alessandra Milone