
Mimmo Borrelli
Il 10 ottobre scorso, il Teatro Sebeto di Aversa ha dato l’avvio alla stagione 2026/2027 con Mimmo Borrelli.
Ha scelto, quindi, di partire dal linguaggio più necessario, più ruvido, più politico esistente nella scena teatrale nazionale.
Attore, drammaturgo, poeta di scena, Premio Ubu, Borrelli è l’autore che negli ultimi vent’anni ha ridisegnato la lingua del teatro napoletano contemporaneo. Dalle sue “Nzularchia” e “’A Sciaveca” fino a “La Cupa” e “Sanghenapule”, scritto con Roberto Saviano, Borrelli porta in scena i campi flegrei, i fuochi, i margini: una lingua arcaica e incendiaria che è insieme denuncia e canto.
Borrelli ha riproposto “Napucalisse”, un vulcano che vomita parole, che è atto di ribellione e, al contempo, canto di amore viscerale per Partenope. Una recitazione coinvolgente che attanaglia l’animo e che ci consegna un teatro fatto di ribellione insieme a un’interpretazione viscerale e catartica.
La scelta di affidare a lui l’inaugurazione non è casuale. Il Sebeto, piccolo presidio culturale nel cuore della città normanna, con questa apertura dichiara la sua linea: un teatro di parola, di drammaturgia originale, radicato nel territorio ma con lo sguardo nazionale.
Un cartellone ricco e variegato che vedrà anche la performance (7 novembre) della direttrice artistica con “Venere Tascabile”, omaggio a Laura Betti*
“Due segni forti per un unico progetto”: il Teatro Sebeto di Aversa, voluto dall’instancabile archeologo e uomo di cultura Luigi Lombardi, annuncia così la linea della sua nuova direttrice artistica.
A raccogliere e rilanciare questa sfida è proprio Carmen Pommella. Attrice e regista tra le più attente della scena indipendente campana, Pommella debutterà lei stessa sul palco del teatro che dirige con il suo nuovo lavoro “Venere Tascabile”.
Lo spettacolo è ispirato alla vita di Laura Betti- attrice musa di Pasolini, interprete feroce, intellettuale fuori da ogni schema. Un’icona scomoda, eccessiva, politica. Pomella ne ripercorre la parabola umana e artistica, tra cinema, teatro e impegno civile, costruendo un ritratto al femminile che parla di libertà, di corpo, di potere.
Un omaggio a Betti, ma anche una dichiarazione di poetica: al centro della stagione del Sebeto ci saranno le donne, le biografie eretiche, le voci che non si lasciano addomesticare.
Dall’epica flegrea di Borrelli alla “Venere tascabile” anarchica e pasoliniana di Pommella: il Teatro Sebeto riparte da qui, tra Aversa e il mito, con una direzione artistica che sceglie di mettersi in gioco in prima persona.
Ma come non segnalare il recital “Eredi del sole” che andrà in scena il 12 febbraio 2027 con l’eclettico Massimo Masiello, e “Le Regine sorelle” con la bravissima Titti Nuzzolese. Un cartellone che volge lo sguardo anche alla tradizione con lo spettacolo “Raccontando Eduardo” con Antonio Vitale insieme alla messa in scena “Viviani” ad opera della stessa Compagnia “Sebeto”.
Sarà ancora un teatro al femminile che vedrà impegnate, oltre a Carmen Pommella, le attrici Giovanna Sannino, Angela Di Matteo e Simona Esposito nella pièce “Le cognate” (10 aprile 2027) insieme alle “Storie di donne” con protagonista sempre la Compagnia Sebeto.
“Cantanti” vedrà la partecipazione di Giuseppe Brunetti e Carlo Gertrude con la regia dello stesso Gertrude che, con questo spettacolo ha vinto il premio Over Emergenze Teatrali nel 2024. Non è cronaca ma è un vero e proprio meccanismo quello che trasforma un destino di famiglia in un destino criminale. È questo il cuore del nuovo spettacolo che, al teatro Sebeto, porta in scena alcuni episodi della vita di Giovanni e Enzo Salvatore Brusca, i fratelli di mafia affiliati a Cosa Nostra.
L’offerta è di notevole spessore culturale e vuole innescare ad Aversa un cortocircuito in grado di attrarre chi ama il genere e coinvolgere anche le nuove generazioni desiderose di confrontarsi con un linguaggio nuovo e fuori dai social.
Franco Milone