A Tramonti una fitta tre giorni con la stampa per scoprire l’altra Costiera Amalfitana

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Il rientro dal percorso che inaugura il Sentiero delle Formichelle di Tramonti è ancora imbibito di cose e sentori buoni: innanzitutto l’essenza e l’anima dello sfusato amalfitano, celebrato dal ramo al bicchiere grazie ad una intera generazione. E’ quella della famiglia Giordano che, con l’azienda le Formichelle, con  guida escursionistica ad hoc, un vero e proprio vate del territorio, il giovane Matteo Giordano, e  un’intera famiglia, mamma, papà, sorella e fratello, esalta la Costiera Amalfitana che non ti aspetti, quella che il mare lo punta dall’alto, lo ammira, che sente il sale ma non ha riva, perché quel sale lo sparge come una benedizione sulle fette di limone per addomesticarne l’acre.
Una Costiera Amalfitana che, dimenticate per un istante le traiettorie congestionate del turismo classico, si concede una riflessione nella lentezza poetica della natura e del paesaggio collinare e montano fatto di anfratti, di luci e di vegetazione, di  case in pietra che affiancano i terrazzamenti e ne raccontano genesi e fatica, destino e valore.
Ma il rientro da un sentiero, quello delle Formichelle appunto,  che è innanzitutto storia di donne e di lavoro, è solo uno dei tanti momenti esaltanti di una tre giorni, tenutasi dal 4 al 6 marzo scorso,  che ha visto Tramonti meta di un press trip variegato e composito, con la partecipazione di ben 30 giornalisti specializzati in food e travel.
Nulla di nuovo, si potrebbe pensare. Invece non è così. Di nuovo c’è innanzitutto la volontà ferrea di far scoprire un territorio diverso, un territorio che, pur non avendo il mare, ha un mare di ricchezza, si perdoni il gioco di parole.
Sono il Sindaco Domenico Amatruda e il Vicesindaco Vincenzo Savino ad aver ideato e fatto da imbattibili padroni di casa per un evento che, oltre a permettere una full immersion nel territorio e nelle realtà produttive più importanti, dalle cantine ai limoneti, fino alla maestria della tradizione rinomata ed eccellente dei pizzaioli tramontani sparsi in tutta Italia che si sono sfidati in una sorta di goliardico e gustoso contest tenutosi martedì 5 marzo al Ristorante Valico di Chiunzi, hanno raccontato Tramonti nel modo più giusto e sentito, con la sincerità e spontaneità di chi ama il posto in cui vive e lavora da sempre.
Mercoledì 6 marzo i giornalisti ospiti, hanno potuto raccogliere  nella Casa Comunale  il racconto emozionato del sindaco che ha illustrato una progettualità fatta di impegno, di costanza, di volontà di consegnare un territorio immortalandolo con la vocazione contadina e moderna, con uno sguardo rivolto al futuro  che tuttavia non ignora le radici, affondate in una sapienza tutta locale.
E poi, eccoci,  via sul sentiero, con i piedi nella terra curata e molle del terrazzamento dell’azienda Le Formichelle, con il pergolato di limoni intrecciati sulle teste dei giornalisti come un cruciverba di profumi ed oli essenziali, mentre la mattinata procede tra   escursioni veloci di nuvole e raggi caldissimi.
Matteo Giordano è un cantastorie formidabile: suo padre lo segue con il volto sereno di chi ha scelto anzi scelto nuovamente la propria terra, preferendo appunto stagionalità e raccolto ad un impiego in ufficio. Si parla di annate, di momento giusto per raccogliere i celebri limoni, si parla di credenze popolari, di abitudini a tavola, di ricette, di impieghi.
Lo sguardo dei giornalisti spazia nella vallata e forse, ma solo forse, cerca il mare. Perché qui, in fondo, troppo mare non serve: tutto è silenzioso e perfetto, ingioiellato dalla catena dei Monti Lattari e preservato con un modo che è soltanto qui, perfino nei gesti, pacati e generosi, lenti e spontanei, si sorride e si discorre,  mentre vengono servite, come in una bella domenica in famiglia, le fette di zucca alla griglia e si sorseggia un limoncello aromaticissimo. La nostra tavola è davanti al cortile di una Chiesa, l’epoca è quasi indefinita. Non c’è poi tutta questa necessità di chiedersi troppo: quello che basta è che ci sia tempo  finalmente per sé stessi, per una chiacchiera in compagnia fatta senza fretta tenendo un piatto tra le mani, che ci sia tempo  per fare una foto di gruppo come durante una gita di ragazzini.
Di quegli scatti in cui non ti preoccupi se sarai fotogenico ma soltanto quando potrai sentirti nuovamente così felice:  con il profumo dei limoni ancora nelle narici e le montagne gentili e maestose   di Tramonti che ti osservano consapevoli di far bene da sempre.

Emilia Filocamo

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