Quattro cialtroni in cerca d’autore

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L’essere e l’apparire nella vita come nel teatro, il rispecchiarsi nel proprio doppio, sono fondamenti del metateatro che travalica tempo e spazio, per divenire riflessione sull’esistenza e sull’esistente.
Quale ruolo ricoprire o vivere per essere agente del proprio tempo?
Adeguarsi alla successione degli accadimenti o intraprendere percorsi singolari, far parte della società da protagonista o da figurante, realizzarsi attuando le aspettative altrui?

Vite con destini segnati dal giudizio profondo del pubblico/familiari, alla ricerca dell’approvazione che le proprie scelte vitali siano rispondenti alle richieste.
Al Teatro Mercadante di Napoli dal 19 al 28 marzo 2024 lo spettacolo vincitore del Premio Nacional de Literatura Dramática 2021 Ciarlatani, scritto e diretto da Pablo Remón regista madrileno.
Lo spettacolo Ciarlatani è «un intreccio di storie e personaggi, sogni e delusioni, che raccontano il disagio di una generazione e la difficoltà di incarnare certi ruoli imposti dalla società, con una divertente parodia del mondo cinematografico e teatrale».
Lo spettacolo nella traduzione di Davide Carnevali è prodotto da Cardellino srl in coproduzione con Spoleto Festival dei Due Mondi, Teatro di Roma – Teatro Nazionale e si ringrazia per la collaborazione Premio David di Donatello e Piera Detassis.
Un’attrice secondaria è alla ricerca del ruolo più importante della sua carriera: Anna Verlasco interpretata per la recita del debutto a Napoli da Nina Pons che ha sostituito l’indisposta Blu Yoshimi.
Lei è la protagonista dello spettacolo, o meglio la voce narrante principale, la donna di Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino.
La sua storia si intreccia con le storie degli altri personaggi/narratori in cerca di autore o di collocazione nella società. Nina Pons dopo un’iniziale non pienamente ritmato primo monologo è divenuta parte emozionale dello spettacolo, i cui sentimenti di frustrazione, dolore e solitudine si stemperano nella consapevolezza del voler essere ciò che desidera senza rispondere alle esigenze sociali, che il sogno inseguito di essere attrice non è il suo sogno e vuole abbandonarlo per prendere consapevolezza dei propri desideri.
Altra storia quella di Diego Fontana, interpretato da Silvio Orlando, un regista di film commerciali di successo che dopo essere sopravvissuto ad un incidente aereo compie un bilancio della sua esistenza, soprattutto in ambito artistico e desidera realizzare il film cult impegnato, il riscatto in cui può esprimere il suo vero talento e non sottostare al volere della produzione e alla logica del mercato. Il suo produttore cocainomane e alcolizzato, interpretato da Francesco Brandi, cerca di distoglierlo dal suo proposito per continuare a produrre serie televisive di successo, ricordandogli che il denaro è una delle componenti fondamentali.
Il regista vuole produrre l’ultima sceneggiatura di un suo professore, uno di quelli che faceva film d’autore che nessuno ricorda, una sceneggiatura mancante del ritmo narrativo e cinematografico, una grande produzione che racconta i desideri più nascosti e le verità non dette.
L’intreccio tra le due grandi storie è la scelta da parte del regista di scegliere come attrice una sconosciuta come la figlia del vecchio professore, l’autore della sceneggiatura: Eusebio Verlasco.

Il sogno è il luogo dell’incontro tra reale e immaginario, tra possibile e impossibile, dove i desideri si possono realizzare e infrangere il muro del tempo e dello spazio.
Così Diego Fontana si trasformerà in Eusebio Verlasco o forse diventerà un tutt’uno, ricoprendo con Anna il ruolo di padre regista e barista/psicanalista.
La madre Angelina, interpretata da Francesca Botti, è anche l’attrice esperta che non ha più illusioni ma non riesce più a percepire la distanza tra mondo reale e teatro.

La realtà ha luogo nel mondo del “tutto è possibile” eludendo il sipario divisorio con l’immaginario.
Ciarlatani sono gli attori, sono le storie narrate, è la stessa storia messa in scena, dove l’autore rivendica la possibilità del plagio, della manipolazione dei testi e delle storie. Il testo è un lungo attraversamento della letteratura/cultura occidentale otto/novecentesca, con flash testuali e filmici, opere teatrali e balletti surrealisti come Rêlache.
A sostenere la regia le scene sono di Roberto Crea, luci Luigi Biondi, costumi Ornella e Marina Campanale, regia video Nicolò Bressan Degli Antoni.

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