«Astor. Un secolo di Tango» la magia di Piazzolla rivive a Taormina

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È un vortice di emozioni quello che travolge il pubblico con “Astor. Un secolo di Tango”, spettacolo del cartellone estivo del Festival Taormina Arte direzione artistica Gianna Fratta, che trasforma il palcoscenico in un crocevia di emozioni: un incontro tra danza contemporanea, tango e narrazione, in cui la tradizione si intreccia con la ricerca.
Sul palco una coppia si avvicina lentamente, sfiorando il contatto, mentre il resto del corpo di ballo osserva in silenzio, è in quell’ istante che si capisce davvero che questo non è un semplice spettacolo di tango, ma un omaggio a un uomo che ha rivoluzionato il modo di raccontare l’Argentina al mondo: Astor Piazzolla.
A condurre lo spettatore dentro l’universo di Piazzolla è il bandoneón di Mario Stefano Pietrodarchi vero cuore pulsante della serata, Il suo fraseggio caldo e preciso non si limita ad accompagnare, ma interagisce con i danzatori in un intreccio perfetto di musica e movimento e in perfetta sinergia con l’orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina.
Gli arrangiamenti dello stesso Luca Salvadori rispettano l’essenza del Tango Nuevo ma osano nuove sfumature, rinnovano le composizioni di Piazzolla senza tradirne l’anima, anzi amplificandone il lirismo e la forza ritmica.
Accanto alla compagnia del Balletto di Roma, spicca la presenza magnetica dei due tangheri solisti Giampiero Cantone e Stefany Ortiz, che con il loro stile raffinato e intenso portano in scena l’essenza più autentica e passionale del tango. Le loro esibizioni sono cariche di tensione e fluidità e il tango torna ad essere pura connessione tra due corpi.
A dare ulteriore spessore narrativo alla serata è la partecipazione di Vincenzo Bocciarelli, voce narrante che accompagna il pubblico in un viaggio emotivo tra parole e musica, aggiungendo calore e suggestione al flusso coreografico.
Le sue letture, misurate e coinvolgenti, creano un ponte poetico tra il linguaggio del corpo e quello della parola.
La regia di Carlos Branca e le coreografie di Valerio Longo scelgono un tango libero da stereotipi, niente tango da cartolina, ma un linguaggio in cui la danza contemporanea si appropria delle pulsazioni del tango per reinventarlo.
Questa scelta, se da un lato restituisce pienamente lo spirito innovatore di Piazzolla, dall’altro richiede allo spettatore una certa predisposizione alla lettura astratta del movimento.
Chi si aspettava la linearità di un racconto o un susseguirsi di “pezzi forti” riconoscibili o un tango “classico” potrebbe sentirsi disorientato.
Le luci raffinate di Carlo Cerri e la scenografia essenziale creano uno spazio scenico elegante e avvolgente, in cui la concentrazione si sposta sui corpi e sul respiro della musica. La scelta di puntare su atmosfere minimali esalta l’espressività dei danzatori e la potenza evocativa del suono dal vivo.
Il pubblico, catturato dall’energia collettiva, dalla maestria dei tangheri solisti, accompagna ogni quadro con un silenzio attento e, alla fine, esplode in applausi calorosi. “Astor. Un secolo di Tango” non è solo un tributo, è un’opera viva, capace di rinnovare lo spirito di Piazzolla e di dimostrare che il tango, oggi come ieri, è un linguaggio universale che parla direttamente al cuore.

Gabriella Spagnuolo

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