La stagione 2026/2027 del Teatro Elicantropo di Napoli, al XXXI anno di vita, come sempre fonde ricerca e tradizione, memoria e contemporaneità, impegno civile e sperimentazione. Leit motiv del progetto artistico, per il sesto anno consecutivo, “La ricerca del tragico ritrovato”, per guardare con spirito critico i drammi contemporanei, con partecipazione e resilienza, lontani dall’indifferenza verso guerre e ingiustizie sociali. La stagione è dedicata agli attori Davide Cristiano, Mario Santella, agli amici Andrea Falasconi, Enrico Grieco, Alberto Martini e al popolo palestinese.
Carlo Cerciello
“In un mondo distopico segnato da guerre, repressioni e disuguaglianze –il Teatro Elicantropo di Napoli continua a fare della cultura una forma di resistenza. Il Teatro deve essere etico, politico e sociale. Da trentun anni offre spazio ai giovani, alle compagnie meno tutelate e alla sperimentazione artistica. La stagione 2026/2027 si apre provocatoriamente con un saggio degli allievi del corso di Studi Eduardiani. Giovani attori portano in scena un’opera di Eduardo De Filippo, intensa e tutt’altro che rassicurante. Grazie al sostegno della Fondazione Eduardo De Filippo, lo spettacolo sarà offerto gratuitamente al pubblico”.
Attività e progetti
Anche quest’anno si svolgerà l’attività del Laboratorio Teatrale Permanente Elicantropo, diretto da Carlo Cerciello, percorso triennale che ha formato tanti bravi attori e registi.
Si rinnova la collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo, con il progetto degli Studi Eduardiani.
Al via il Perfezionamento Professionale per Attori 2026/2027, destinato a chi ha già terminato il triennio o a professionisti selezionati, con incontri, seminari e stages condotti da maestri di livello nazionale e internazionale.
Il cartellone

Scannasurice, Imma Villa (ph.Anna Camerlingo)
Il 30 ottobre 2026, taglio del nastro con lo spettacolo “Il Monumento” di Eduardo De Filippo, frutto del lavoro degli allievi degli Studi Eduardiani, prodotto da Anonima Romanzi Teatro Elicantropo, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo.
Il 13 novembre, in cartellone “Barabba”, di Antonio Tarantino, interpretato da Silvio Barbiero. Dal 20 novembre, in scena “Alienate”, spettacolo scritto e interpretato da Francesca Ritrovato, con la collaborazione artistica di Alfonso Postiglione.
Dal 27 novembre sarà in scena “Nuda”, omaggio a Marilyn Monroe di e con Rosalba Di Girolamo, per la regia di Fulvio Cauteruccio.
Dal 4 dicembre sarà la volta di “Mutu”, di Aldo Rapè, con la regia di Lauro Versari.
Da venerdì 11 dicembre, “Antigone non muore”, di Elvira Buonocore, elaborazione drammaturgica, interpretazione e regia di Clara Galante.
Dal 18 dicembre, in scena “Linee di fuga”, di e con Nicola Tartarone, liberamente ispirato al racconto “La tana” di Franz Kafka.
Dal 22 gennaio 2027, in scena “Satnam” di Mario Gelardi, con Anna De Stefano e Domenico Quattroventi, regia di Gennaro Maresca. Per riflettere sulle ferite del tempo presente.
Febbraio è dedicato a due opere del compianto, immenso Enzo Moscato.

Antigone non muore (ph.Clara Galante)
Dal 5 febbraio in scena “Trianon”, progetto di Mariachiara Falcone, Cecilia Lupoli e Imma Villa.
Dal 19 febbraio gradito ritorno di “Scannasurice”, pluripremiato, con una straordinaria Imma Villa e la regia di Carlo Cerciello.
Il 12 marzo, “Tutte queste fragili ossa qui riunite”, spettacolo di marionettismo scritto da Valentina Sanseverino, Silvia Torri e Rita Giacobazzi, interpretato e diretto da Valentina Sanseverino.
Dal 19 marzo sarà la volta di “Salmoni”, di e con Walter Cerrotta e Giorgia Conteduca.
Dal 2 aprile, la Fondazione Gaber presenta “Gaber sotto le stelle”, di e con Valentina Luporini, consulenza artistica di Sandro Luporini, una pagina del grande teatro-canzone gaberiano portato in scena da Valentina Luporini, polistrumentista, che cura gli arrangiamenti con Diego Rodriguez Puerta.
Gran finale, dal 10 aprile, con lo spettacolo “Cantare il disincanto”, di e con Canio Lo Guercio. Il monologo è l’adattamento di un testo che Loguercio ha scritto per il libro “Cantare il disincanto, disagio e malinconia nella canzone d’autore italiana negli anni del miracolo economico”.
(Foto di copertina di Gugliemo Verrienti)