Dal 5 al 10 novembre 2026 al Teatro di San Carlo di Napoli in scena tre coreografie per chiudere la stagione 2025/2026 del lirico napoletano: La sagra della primavera, Three Preludes, e Boléro, tre balletti che narrano l’alchimia della danza, le emozioni più intime e collettive, l’amore del danzatore per l’arte tersicorea. Tre coreografie che hanno segnato il XX secolo, divenendone simbolo e modello per successive composizioni. Balletti dalla musica sferzante, ipnotica e orgiastica che condizionano i movimenti dei danzatori per restituire una profonda narrazione.
La prima coreografia è La sagra della primavera sulla musica di Igor’ Stravinskij, per la coreografia di Renato Zanella, Direttore del Balletto e della Scuola di Ballo, nell’allestimento del Teatro di San Carlo.
Il balletto è il mito di sé stesso e nuove coreografie non possono che, anche spiritualmente, confrontarsi con l’originale: un incessante inno alla gioia di vivere con i suoi rituali ancestrali per superare i misteri della vita. Il Corpo di Ballo sancarliano interpreterà con forza espressiva ed energia il rito, svelando il rapporto tra individuo e comunità, e il significato profondo del sacrificio. Assistenti alla coreografia sono Alessandra Pasquali e Ugo Ranieri.
Della sua prima esecuzione parigina del 1913 a cura dei Ballets Russes con la coreografia di Vaslav Nijinskij, conserviamo bozzetti e la cronaca della serata, che vide contrapposte in sala fazioni urlanti, e solo grazie ad alcuni danzatori è stato ricostruito nella metà del secolo scorso.
A sottolineare l’importanza di eseguire brani del repertorio o creati per la compagnia che non appartengono ad un lontano passato è il direttore Renato Zanella che afferma: «Una Compagnia deve poter esprimere la propria identità attraverso linguaggi diversi. Dopo una Stagione dedicata al classico e al neoclassico, era quindi importante aprire uno spazio alla contemporaneità, con tre nuovi titoli per il repertorio del Corpo di Ballo.
A rendere possibile questa scelta è anche la versatilità della Compagnia, nonché il desiderio di valorizzarne i numerosi talenti che la compongono. In questi primi mesi a Napoli ho seguito con grande interesse e presenza il lavoro dei danzatori, convinto che la crescita artistica passi anche attraverso il confronto con nuove esperienze. Allo stesso modo, considero ogni programma un’opportunità educativa: il nostro compito è accompagnare il pubblico in un percorso di scoperta, coinvolgendo anche nuovi spettatori».
Seconda coreografia della serata sarà un raffinato passo a due ambientato in una sala di danza, il cui mezzo di incontro e comunicazione emotiva sarà proprio una sbarra di danza, simbolo dell’arte tersicorea, della vita quotidiana di ogni danzatore/trice, dove trascorre gran parte della propria esistenza.
Anche questa è una produzione del lirico napoletano ed è la ripresa della coreografia di Ben Stevenson del pezzo Three Preludes, ripresa da Dawn Scannell. Le musiche di Sergej Rachmaninov sono affidate ai pianisti Alexandra Brucher e Aniello Mallardo.
Ultima coreografia proposta a conclusione di questa serata è Boléro per la coreografia di Maurice Béjart, creato nel 1961, ripresa da Gil Roman e Piotr Nardelli sulla partitura di Maurice Ravel, nell’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma. Un brano coreografico dal sapore anch’esso di festa dionisiaca, dove vi è il movimento energico sgraziato e spigoloso del danzatore centrale sul tavolo rialzato circondato dai corifei che scandiscono un ritmo celebrante un inno alla vita.
Protagonisti Étoiles, Solisti e Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo. Sul podio, impegnato a dirigere l’Orchestra del Lirico di Napoli, è Jonathan Darlington.
Un trittico di balletto novecentesco al Teatro San Carlo
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