“Otello” riletto da Maraini in scena al Teatro Diana di Napoli

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Al Teatro Diana di Napoli è in scena, fino al 1° novembre 2026, “Otello” di Shakespeare, drammaturgia di Dacia Maraini, adattamento scenico di Antonio Prisco. Una produzione Teatro Stabile D’Abruzzo, in coproduzione con Marche Teatro e Stefano Francioni Produzioni, in collaborazione con Teatro Maria Caniglia. Firma la regia Giorgio Pasotti che interpreta Iago. Nel cast Giacomo Giorgio, Claudia Tosoni, Dalia Aly, Salvatore Rancatore, Andrea Papale, Gerardo Maffei, Diego Migeni. 

 

La drammaturgia

Una scena dello spettacolo

 

La lettura della tragedia ad opera di Dacia Maraini si focalizza su Desdemona, sul dramma del rapporto possessivo uomo-donna, sulla violenza e sete di potere maschile, sul femminicidio, purtroppo sempre attuale. “È un Otello cinematografico, con un omaggio all’Oriente e alle arti marziali”, spiega Pasotti. Nella tragedia è, come sempre, fondamentale la lingua del Bardo, il ricorso alla retorica di Otello, il Moro di Venezia, non più alieno nella città impersonata da Desdemona, espressione di nobile civiltà. Cassio, pur non essendo nobile, si adegua al linguaggio dell’aristocrazia. La lingua del soldato Iago è da caserma. Instilla in Otello il dubbio sulla fedeltà di Desdemona e, da quel momento, il linguaggio di Otello si corrompe, somiglia sempre più a quello di Iago che crede fedele servitore. Ben lontani i toni usati da Otello nel suo iniziale discorso dinanzi al Senato di Venezia, ben lontano l’amore per Desdemona che finirà vittima della sua folle gelosia. La drammaturgia mette in risalto anche l’amicizia tra Desdemona ed Emilia, moglie infelice, maltrattata e detestata da Iago, che perirà anch’essa vittima del freddo, compassato Iago che oggi si definirebbe un “odiatore” – delle donne, del potere, dell’aristocrazia. La messa in scena scorre fino alla fine con ritmo, con le fantastiche musiche originali di Patrizio Maria D’Artista e brani famosi, dai Queen ai Beach Boys. Belle la scenografia ideata da Giovanni Cunsolo, ispirata alle scene de la “Traviata degli specchi” di Josef Svoboda, costruita con specchi che riflettono i personaggi, gli ambienti, lo stesso pubblico, in un gioco sapiente di rimandi di emozioni.

 

Il Doge

Disegnati in chiave più moderna i personaggi della tragedia: colpisce l’ingresso in scena del Doge che gira in monopattino e vestito in modo eccentrico, cantando “I Want to break free” dei Queen, così come il timido Roderigo, l’appassionato, innamorato, umanissimo Otello che si trasformerà in furia omicida e suicida, il misogino, calcolatore, perfido Iago, il padre di Desdemona, Brabanzio, che si spoglia di autorità per accettare, infine, la scelta della figlia, libera di scegliere di amare uno straniero. Il regista ha ben costruito tutti i protagonisti del dramma, dando ad ognuno spessore e senso nell’interazione. Fantasiosi e orientaleggianti i bei costumi di Sabrina Beretta, che rendono il crogiuolo culturale dell’epoca; le immagini sono di Thierry Lechanteur, il disegno luci di Marco Palmieri. Un “Otello” presentato in un allestimento più “pop”, per rivolgersi ad un pubblico giovane coinvolgendo nella fruizione di un classico che parla ancora al tempo presente. Tanti applausi del pubblico ai bravi attori in scena, al Bardo, il più grande conoscitore dell’animo umano.

(Foto ufficio stampa Teatro Diana)

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