Non poteva esserci giorno più giusto. L’otto settembre è per Napoli il giorno della Madonna di Piedigrotta, festa sacra e profana, rito popolare per eccellenza.
E proprio nel giorno rituale dell’8 settembre, alle ore 21, il Trianon Viviani, teatro della Canzone napoletana sceglie di riaprire le sue porte con “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani.
Non è ancora l’inaugurazione ufficiale della stagione – quella arriverà il 16 ottobre con il cartellone “Curre curre guaglio’” – ma è il suo prologo necessario, il suo manifesto.
La scelta non è solo artistica, è politica. Quest’anno ricorrono vent’anni da quando la Regione Campania e l’allora Provincia di Napoli acquistarono lo storico Trianon di Forcella* e decisero di intitolarlo a Raffaele Viviani.
Venti anni di presidio culturale in uno dei quartieri più complessi della città. Venti anni in cui il teatro ha cercato di essere, come lo ha definito il neodirettore artistico Pierpaolo Sepe, “un porto”.
E quale opera meglio di “Festa di Piedigrotta” (1919) può raccontare l’idea di porto? Viviani vi mette in scena tutto: la bancarella e l’altare, la canzone e la rissa, la devozione e la fame. Un’umanità intera, colta in una notte sola.
A firmare questa nuova produzione del Trianon sono due nomi che sono già garanzia vivianea.
La regia è di Nello Mascia, attore di razza, uno dei più profondi conoscitori dell’opera di Viviani, capace di restituirne la verità senza folklore da cartolina.
Le elaborazioni musicali sono di Eugenio Bennato che, da sempre, lavora sulla musica di strada come lingua del Mediterraneo. La sua Piedigrotta non sarà solo canzone napoletana, ma tammorra, tarantella, suono di festa che viene dal mare.
In scena un cast corale, come corale era la scrittura di Viviani: attori, cantanti e musicisti dal vivo.
Con questo prologo, Pierpaolo Sepe indica subito la rotta della sua prima direzione artistica.
Il claim della stagione 2026/2027, “Curre curre guaglio’” – preso dai 99 Posse – è un invito a correre, a muoversi, a non avere nostalgia.
Ma per correre, sembra dire Sepe, bisogna sapere da dove si parte. E si parte da Viviani. Si parte da Forcella. Si parte da una festa di popolo che da oltre un secolo continua a dire chi sono i napoletani.
Stasera, per una notte, Forcella tornerà ad essere Piedigrotta.
Franco Milone