È sincero, realistico e poetico “Posso entrare? An Ode to Naples”, il film documentario realizzato da Trudie Styler. L’attrice, produttrice e regista coglie, come nessuno prima di oggi, lo spirito della città nella sua vera essenza, cogliendo aspetti profondi lontano da stereotipi. L’artista britannica, moglie di Sting, ha colto l’anima di Napoli entrando nelle case, ascoltando le persone comuni, artisti, scrittori e figure impegnate nel sociale. Nel 2024 il docufilm è stato insignito del Globo d’Oro alla Mostra del Cinema di Roma. Il 2 luglio 2026, a Palazzo San Giacomo, il sindaco Gaetano Manfredi, nel sottolineare la gratitudine di una città che si è riconosciuta in quel racconto sincero, le conferisce la targa con la Medaglia della Città “per il significativo contributo che ha dato alla valorizzazione dell’immagine di Napoli nel panorama culturale, restituendone la complessità e la vitalità, le luci e le ombre, con sguardo attento e partecipe”. Alla cerimonia Sting ha accompagnato la moglie, orgoglioso e commosso. “Il conferimento della Medaglia della Città è il giusto riconoscimento ad una grande artista internazionale – afferma il sindaco Manfredi – Trudie Styler ha girato un documentario su Napoli rappresentando con grande amore e professionalità lo spirito di questa città e facendo vedere la sua unicità”.
Trudy Styler

Sting e Trudie Styler (foto ufficio stampa Comune di Napoli)
“Devo dire, con mio imbarazzo, che nonostante io conosca molte zone dell’Italia – ho lavorato a Roma, a Cinecittà, come attrice negli anni ’80; conosco molto bene la Toscana dove Sting ed io abbiamo una cantina e i vigneti, e ho dato alla luce uno dei nostri figli a Pisa – non avevo mai visitato Napoli. Quindi, quando mi è stato chiesto cosa pensassi dell’idea di fare un documentario sono arrivata con una tela bianca. È stata la città ad accogliermi a braccia aperte. Alla Sanità ho conosciuto don Antonio Loffredo: grazie a lui ho iniziato a incontrare la gente del posto e tutto ciò per cui ero ansiosa o preoccupata è svanito. E non solo: le persone hanno iniziato ad accogliermi come se fossi un ospite gradito, un ospite speciale. E sono rimasta profondamente colpita da questa generosità. Voi a Napoli avete il senso di comunità più forte che io abbia mai sperimentato in qualsiasi parte del mondo. Qui girerei un altro documentario partendo dalle donne. Ho imparato quanto sono determinate, forti, soprattutto al Sud”.